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La Brigata Maiella: i partigiani abruzzesi che liberarono Bologna

Era il 21 aprile 1945, finalmente Bologna fu liberata dal nazi-fascimo. Il II° Corpo di Armata Polacco entrò in città e assieme a loro c’era un nutrito gruppo di partigiani della Brigata Maiella, primi fra gli italiani a entrare a Bologna liberata. La gente festeggiava per le strade, ma al passaggio dei partigiani abruzzesi era incredula. Cosa ci facevano a Bologna? Chi sono questi partigiani abruzzesi che entrano in città al fianco dei Polacchi? La Brigata Maiella è certamente una formazione partigiana anomala nel quadro della Resistenza italiana.

Nell’autunno del 1943 gli Alleati risalivano la penisola italiana da sud e la linea del fronte si attestò fra Abruzzo e Lazio, dall’Adriatico al Tirreno, dal fiume Sangro a Montecassino: la linea Gustav. In Abruzzo il generale nazista Kesserling ordinò la politica della “terra bruciata”. Molti paesi, sul versante meridionale della Maiella furono rasi al suolo e furono perpetrate numerose stragi a danno dei civili. Basti ricordare gli eccidi di Pietransieri e Sant’Agata di Gessopalena. La reazione della popolazione locale, costituita in gran parte da contadini semianalfabeti, fu immediata. Guidati da Ettore Troilo, un avvocato antifascista di fede socialista, i partigiani della Maiella riuscirono a ottenere la fiducia degli Inglesi. Nicola Troilo, un altro membro della brigata, racconta che all’inizio non fu facile: “i colloqui furono numerosissimi e si tradussero spesso in veri e propri interrogatori da parte degli Alleati: il loro atteggiamento fu da principio decisamente ostile e addirittura sprezzante… gli Italiani sono costituzionalmente dei traditori, che come avevano tradito i loro alleati germanici così avrebbero potuto da un momento all’altro rivolgere verso gli inglesi le armi inglesi…”. La diffidenza fu vinta grazie all’amicizia che nacque fra Ettore Troilo e un maggiore inglese di origine ebrea, Lionel Wigram, che purtroppo morì durante il tentativo, condotto congiuntamente da soldati inglesi e partigiani abruzzesi, di liberare il paese di Pizzoferrato.

Brigata Maiella

La Brigata Maiella si era finalmente costituita e diede un fondamentale contributo alla liberazione di numerosi paesi lungo la Linea Gustav. Fu aggregata al II° Corpo di Armata Polacco e risalì la penisola italiana lungo il versante adriatico, contribuendo a liberare numerose città: Sulmona, Pesaro, Brisighella etc. Man mano le fila della Brigata andavano ingrossandosi. Altri partigiani abruzzesi, marchigiani e provenienti anche da altre parti d’Italia si unirono alla brigata Maiella, che arrivò a contare ben 1700 partigiani combattenti. Penso che questa bella storia di resistenza, fra tante, vada raccontata, in un periodo storico in cui parte delle istituzioni non festeggiano il 25 aprile e in cui il fascismo si riafferma in maniera strisciante sottoforma di sovranismo e nazionalismo. Questa e altre storie racconteremo nel cammino che condurrò a settembre lungo la Linea Gustav: dalla Maiella a Montecassino.

Brigata Maiella

Per quanti volessero approfondire l’argomento consiglio la rappresentazione teatrale Banditen.
Ecco il link: Banditen - i Partigiani che salvarono l’Italia

Il prossimo cammino lungo la linea Gustav con la Compagnia dei Cammini: