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“Reinventando l’Alta Via”, il cammino d’autore secondo Franco Michieli

Nel cammino d’autore Esplorazioni sulle Dolomiti proposto a luglio, andremo in cerca di luoghi invisibili nascosti dentro agli scenari stupefacenti e visibilissimi delle torri, dei pinnacoli, delle altissime muraglie e degli altipiani di lastre calcaree delle Dolomiti di Belluno, elevate sopra dolci pascoli e foreste tra cui ci muoveremo. Qui, dove hanno vissuto alcuni dei miei antenati, ho conosciuto la montagna prima ancora che sapessi camminare; ho scoperto i sentieri e imparato a uscirne assimilando le basi della mia futura vita da esploratore; ho temuto progetti speculativi di impiantisti e mi sono impegnato con me stesso a non esserne mai complice; ho compreso che ogni territorio è inesauribile e che meglio lo conosciamo, più angoli e passaggi segreti restano ancora da scoprire. Grazie a questa mia relazione coi luoghi, e alla lettura del territorio che condurremo assieme osservando i riferimenti naturali, non ci limiteremo a seguire il pur spettacolare percorso ufficiale dell’Alta Via n. 1 delle Dolomiti, ma a tratti, giorno dopo giorno, sceglieremo varianti poco conosciute, su semplici tracce per boschi, pascoli o alti crinali, secondo un vagabondare esplorativo che va molto al di là del semplice unire due posti tappa: l’itinerario diventa ricerca, interpretazione, rendendo coinvolgente e partecipato ogni minuto, creando visioni, depositandosi nell’animo.

In quei paesaggi che tornano a estraniarsi dal nostro tempo cercheremo vie tra i gradini boscosi del Framont, ci faremo condurre nel Van delle Sasse dagli immensi strati dolomitici che furono fondali corallini nel Triassico, scopriremo vie di pascolo che il bosco sta nascondendo, metteremo in relazione l’andamento geometrico dei rilievi con le direzioni indicate dal sole, dormiremo di fronte alla parete a canne d’organo del Civetta al cui centro è impresso un gigantesco cuore di roccia, immagineremo la visione dei montanari preistorici presso la sepoltura arcaica di Mondeval, aggireremo le torri care a Dino Buzzati della Croda da Lago e verificheremo la possibilità di perderci nel bosco, conservando al tempo stesso la fiducia di ritrovarci, ai margini della conca ampezzana. Ma il meglio non si può anticipare, perché è il cammino stesso a crearlo.

Un cammino d’autore è un viaggio speciale. Non è una marcia che ricalca un percorso noto o inedito, ma il mettere in comune e rivisitare assieme un legame profondo con uno spazio naturale, o con l’ispirazione invisibile che quello stesso spazio ha suscitato nel corso di una vita. Chi accompagna un cammino d’autore è anche un narratore e mette accanto ai propri passi visioni, memorie, sogni che la natura dei luoghi ha costruito dentro di lui. Così il viaggio non tocca solo le meraviglie che si vedono, ma anche ciò che si narra e si ascolta. Come scrive il nature writer Barry Lopez, uno dei miei autori preferiti, “I luoghi più cari di una cultura non sono necessariamente visibili all’occhio… punti nel territorio che si possono indicare. Vengono resi visibili nel dramma, nella narrativa, nel canto, in una rappresentazione. Tuttavia è appunto ciò che vi è di invisibile nella terra a far sì che quel che per una persona è soltanto spazio vuoto sia un luogo per un’altra”. Possiamo aggiungere che in questo senso persone non sono solo gli esseri umani, ma anche animali e piante: per ciascun vivente il proprio mondo è luogo amato grazie a qualcosa che altri non vedono.

Franco Michieli

Per saperne di più sul viaggio:

Quando: dal 7 al 13 luglio 2019
Dove: Tra Civetta e Croda da Lago, l’Alta Via n. 1
Con l’autore: Franco Michieli
Scheda del viaggio: Esplorazioni sulle Dolomiti

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