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Riflessioni

Il cammino diverte

Mi piace riflettere… con me stesso, con la mia compagna e con gli amici viandanti… sui significati profondi e non scontati che ha il camminare.
In tanti ormai conveniamo che non si tratta di semplice esercizio fisico.
Il bisogno di tornare a viaggiare a piedi racchiude in sé la necessità di ritrovare un rapporto autentico con la natura, quella che ci circonda, ma anche, e direi specialmente, con quella più misteriosa dentro di noi.
Mi rendo conto che questa è una visione molto “seria”.
Nel vissuto reale delle camminate c’è però un elemento, altrettanto importante, pur all’apparenza molto diverso.
È nella contraddizione che si esprime più a fondo la complessità dell’animo umano.

Il cammino diverte.

Per il senso di libertà che dà.
Per la leggerezza dell’avere il cielo sopra le nostre teste.
Per gli imprevisti e l’avventura.
Per l’immersione nella sensorialità che ci fa staccare dalla testa.
Per le innumerevoli curiosità che il percorso ci riserva.
Per i giochi che si inventano cammin facendo.
Per le battute e le risate impagabili fra i compagni di strada.
Per il genuino sorriso che doniamo e riceviamo nei nuovi incontri.
Per il gusto divino di bersi una birra ghiacciata dopo le fatiche accumulate.
Per le serate conviviali in cui ci raccontiamo senza pudori.
Per il sonno ristoratore nonostante il russare del vicino.
Per mille motivi il passo dopo passo ci fa uscire da noia e banalità che caratterizzano le nostre vite così controllate.

Dopo qualche ora di cammino io mi scopro a fischiettare.
E qualche volta, con somma mia sorpresa, visto che sono sia stonato che timido, riesco pure a cantare a squarciagola.
E nelle nottate giuste e magiche perfino ululo alla Luna, onorando il mondo dei sogni.

Più di una volta lungo i cammini spalanco le braccia e mi esce spontanea un’esclamazione
                   “sì, qui e ora, sono felice!”

Guido     Ulula alla Luna