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Riflessioni

Il cammino è una stretta di mano

Destra sinistra, destra sinistra, così cantava l’ultimo Giorgio Gaber, ironico e sapiente.
Cos’è di destra e cos’è di sinistra?
L’ideologia, cioè un estremizzato e arbitrario pensiero razionale, fa un lungo elenco di quello che appartiene all’una o all’altra categoria.
Io sono di destra o di sinistra?
A pugno chiuso o a mano tesa?
Occorreva schierarsi. Ed io con devozione mi schierai.
Intimamente però mai del tutto convinto della giustezza di questa netta dicotomia.
Mi pareva che in fondo ognuno avesse le sue ragioni.
Dubitavo che queste contrapposizioni forzate portassero solo ad incrementare i conflitti, invece di risolverli.

Oggi i paradigmi sono radicalmente cambiati.
L’idea che siamo in realtà tutti su una stessa barca, il nostro pianeta Terra, e che è interesse comune non portarlo alla distruzione con le nostre insensate diatribe, si sta facendo strada.
La stessa scienza, la vera religione dell’epoca attuale, sta dimostrando che l’essere umano è un tutt’uno e che il dualismo mente-corpo è un ingannevole punto di vista.

Il cammino è una stretta di mano.

Il cammino è un potente simbolo.
La storia dell’umanità è un lento e faticoso cammino.
Ed il viandante sa che è con un passo dopo l’altro, nel paziente affrontare le difficoltà del percorso, imparando dagli errori, accettando gli imprevisti, che alla fine giungiamo alla meta.
Che è poi il punto di partenza per nuove avventure.
È il senso del progresso.

Credo sia maturo il momento di una vera riconciliazione.
La coscienza della complessità del nostro essere individuale e della globalità dei problemi che abbiamo davanti come speci viventi, ci impone di trovare con urgenza una sintesi positiva fra le tante contraddizioni che ci attraversano.

La mano destra deve aprirsi ad un dialogo con la mano sinistra.
Le qualità migliori dell’una possono trovare un compromesso con le qualità migliori dell’altra.
Dobbiamo rischiare l’avere fiducia.
Con l’altro, col diverso da noi, è indispensabile trovare un’intesa.
La pace ci serve per dare una speranza alla nostra stessa sopravvivenza.

Stringiamoci la mano.
Recuperiamo questo antico gesto di fratellanza.
Facciamo che diventi il segnale di riconoscimento degli uomini di buona volontà.
Quelli che lavorano per il reincanto del mondo.


Guido Ulula alla Luna