Blog

Riflessioni

Il cammino interrotto

Oggi il dolore al ginocchio è così forte che, a malincuore, non andrò a camminare.
Così rifletto. E mi rendo conto che anche la cosa più bella e soddisfacente può stancare.
È il linguaggio del corpo che mi dice che per un po’ devo fermarmi.
La saggezza del Tao, ma anche il buon senso comune, avvertono
che quando una pur grande passione rischia di diventare totalizzante,
lì scatta, imprevisto, il bisogno contrario e compensatorio.
È una legge di natura. Il troppo è sbagliato.
Un interesse univoco inflaziona.
Anche il cibo più appetitoso arriva a nauseare se lo mangio tutti i giorni.

Il cammino interrotto.

Non c’è solo il camminare.
Non c’è solo l’andare, l’attivo, la scoperta, il nuovo incontro, la natura, i piedi.
Lo spirito viandante a volte scopre i piaceri della sosta.
Serve allora la modestia di dire “ora riposo”.
Una doverosa manutenzione.
Accettando i propri limiti.

Oggi riprendo in mano il telaio.
C’è l’ultimo libro di Latouche da sfogliare e meditare.
E poi mi guarderò in giro, curiosando.
Tanto so che il demone della strada busserà di nuovo alla mia porta.

Guido    Ulula alla Luna