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Riflessioni

[L’opinione di Guido] Diventiamo adulti

Da poche centinaia di migliaia di anni la specie umana è apparsa sul pianeta Terra. E, ad oggi, si è imposta sugli altri esseri viventi. Con una caratteristica: non guardare in faccia nessuno.
Siamo in prevalenza egoisti e predatori. Oh certo, abbiamo idolatrato la Grande Madre, e poi la Madonna Misericordiosa, intendendo il diritto di succhiare avidamente tutto il latte che ci garbava. Come i neonati, abbiamo pensato ad una mamma generosa ed inesauribile, verso la quale il figliolo prediletto ha tutti i diritti, e nessun dovere.
Ma ora, in questa fase storica che stiamo vivendo, ci siamo accorti drammaticamente che questa dea magnanima ha dei limiti. Lo sfruttamento selvaggio delle sue risorse e, di più, il suo inquinamento indiscriminato con i nostri rifiuti, e, infine, il colpo di grazia, un accelerato cambiamento climatico dovuto al nostro modo di crescita insostenibile per l’ecosistema, ci presentano il conto. Rischiamo l’estinzione. È inevitabile, o diventiamo adulti, cioè responsabili delle nostre azioni, o l’infantilistico illuderci che tutto ci spetta rischia di farci fare una brutta fine.

Ma cosa significa “diventare responsabili”? Dobbiamo decidere, una volta per tutte, a dar retta alla ragione, al buon senso, superando l’istinto del “è tutto mio”, del “posso fare quello che voglio”, insomma dell’onnipotenza che ha caratterizzato finora la nostra presenza sulla Terra. Giustificandola addirittura come una missione civilizzatrice verso la natura. Contro la natura. La nostra ragione è il metodo scientifico, con le istituzioni che lo rappresentano.
La massima autorità scientifica per quanto riguarda il clima è l’ente delle Nazioni Unite che si chiama IPCC. È importante ricordarlo, perché alcuni negazionisti, anche in ambito scientifico, confutano le sue conclusioni. È come, e ahinoi lo vediamo tutti i giorni, noi dessimo retta per la pandemia Covid ad ogni “signor qualunque”, magari professorone, che spara la sua opinione. Creando caos. No, la scienza ha le sue regole. E quando non tutti gli scienziati sono d’accordo su una questione… si va a maggioranza. Non c’è altra possibilità. Le analisi dell’IPCC sono condivise da più del 95% della comunità scientifica, senza contare che i cosiddetti negazionisti sono spesso finanziati da quell’industria dei combustibili fossili che fa ovviamente resistenza a ogni cambiamento.

Le previsioni IPCC sono alla base degli accordi di Parigi e di molti altri. Cioè la maggioranza degli stati riconosce di dover agire con urgenza per provare a scongiurare gli effetti devastanti che nei prossimi anni ci attendono. Viste queste premesse, la scienza e la politica quasi unanimi nella diagnosi e terapia del cambiamento climatico in atto, perché i provvedimenti presi sono a dir poco timidissimi o inesistenti?
In fondo è molto semplice, i politici sono ancora legati e sostenuti dalle lobbies che finora hanno comandato. E forse anche ognuno di noi fa resistenza a quel cambio radicale di stile di vita che necessiterebbe. È come una persona sana che si ritrova di colpo malata; è un vero shock e ci vuole del tempo e un duro lavoro su di noi per accettare quel che ci è accaduto, per capirne le cause, sottoporsi alle terapie, imparando a fidarci dei medici che, con tutti i loro limiti, ne sanno più di noi e ci possono accompagnare sulla via di una possibile guarigione. Mai garantita, per altro.

Non c’è verso, ogni vera rivoluzione o parte dal basso, dalla gente che prende coscienza e dice basta, o non è. L’adulto, con fatica, è attore del suo destino. Non continua a far finta di niente, sperando che “altri” levino le castagne dal fuoco.
Diventare adulti è che a ognuno di noi cittadini spetta il compito di una ribellione all’estinzione. Possiamo, a tal proposito, diffondere le idee e partecipare alle iniziative del movimento internazionale, Extinction Rebellion, ora anche in Italia, che, in modo pacifico ma fermo, agisce per costringere le istituzioni a “dire la verità” sugli effetti del cambio del clima e, di conseguenza, agire per un nuovo paradigma in cui l’umanità difende se stessa prendendosi cura del pianeta in cui vive.
Che significa poi essere adulti sulle problematiche della pandemia Covid? Sarebbe non limitarsi a rincorrere i sintomi, ma ragionare e intervenire sulle cause. C’è una connessione fra la virulenza di questa infezione e i cambiamenti climatici? Il nostro aver distrutto l’equilibrio della natura ha relazione ad una natura che si fa nemica dell’uomo? Credo, purtroppo, che queste domande diverranno cruciali già dai prossimi mesi.

Guido Ghidorzi