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Riflessioni

Ragionare con i piedi

Mettiamoci dal loro punto di vista.
Loro che vedono il mondo all’incontrario.
Loro che sanno davvero com’è fatta la Terra.
Loro che ci sorreggono… e sopportano tutte le nostre stralunate fantasie.
Loro che ci portano di qua e di là, instancabili.
Si parla dell’altra faccia di noi, i piedi.

I piedi li abbiamo svalutati da tanti e tanti anni.
E pensare che il genere umano è nato camminatore.
Poi ha voluto strafare e si è lasciato incantare
dalle sirene del pensiero razionale.
Abbiamo sotto gli occhi i disastri
che l’onnipotenza della testa ha prodotto.
Il non percepire i limiti… questo è il male peggiore.

Ragionare con i piedi.

Ecco, il vantaggio maggiore di ascoltare di nuovo i piedi
è la riscoperta del senso del limite.
Più di tot distanza in tot tempo e… i piedi ci fanno male.
Ci obbligano a fermarci.
A prenderci cura di loro.
Insomma, i piedi ci ricordano
che siamo corpo vivo e dolente.
I piedi ci insegnano che senza “l’arte della cura”
non si va da nessuna parte.

Io sto con i piedi.
Da tempo ho deciso di tornare viandante.
Un unico compromesso sono disposto a considerare.
Dare ascolto a ciò che sta a metà strada
tra l’astratto pensare e il concreto camminare.
Forse il vero centro è il cuore.
Ma qui si aprirebbe un altro universo di riflessione.

Oggi mi servono i piedi.
Per riequilibrare la dittatura della mente.
Per dare un calcio a tutto ciò che è superfluo.
Per carezzare la Terra ad ogni mio passo.

Guido    Ulula alla Luna