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Recensione: Zanna bianca

Ci sono libri che si portano addosso etichette, e le etichette non sono mai belle. Zanna bianca ha l’etichetta del libro per ragazzi. Non ricordo se da ragazzo l’avessi letto, ma l’ho letto ora, nella nuova traduzione dell’amico Davide Sapienza. Zanna Bianca è un grande libro, un libro che emoziona, Jack London non è certo il pennivendolo popolare che si voleva far credere, ora è chiaro a tutti, è un grande scrittore, a cui rendere omaggio (e Marco Paolini lo ha fatto di recente, con un bellissimo spettacolo a teatro).

Zanna Bianca è un libro sul Wild, la natura selvaggia. È un libro sul rapporto uomo-natura. Sul rapporto vita-morte, e certe volte la vita è allontanamento dallo stato selvaggio, è addomesticamento. Le metafore di London, per esempio quella sull’essere lupi, essere cani, essere metà lupi e metà cani, riguardano tutti noi. È un libro anche faticoso, difficile accettare le ingiustizie e le violenze a cui Zanna bianca viene sottoposto. Un plauso a Davide Sapienza, che ci dona una traduzione eccelsa, credo poco adatta ai ragazzi, ma precisa e rispettosa del grande scrittore di cui lui è il massimo esperto in Italia. Chi ama la natura, chi ama ascoltarla e viverla in profondità, non può non leggere Jack London, uno dei grandi maestri della wilderness. Ecco, il compito di oggi è questo: leggetevi (e rileggetevi) Zanna bianca, per ascoltarvi in profondità e vedere che emozioni vi suscita.

Jack London – “Zanna Bianca”, Feltrinelli 2014 – 9 euro

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