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Esplorazioni sulle Dolomiti

Tra Civetta e Croda da Lago, l’Alta Via.

L’Alta Via n. 1 delle Dolomiti, che collega il Lago di Braies al limite settentrionale dei Monti Pallidi, con Belluno, loro conclusione meridionale, è tra i cammini più affascinanti e spettacolari dell’arco alpino. Dal 1966, quando venne pubblicata la prima descrizione dell’itinerario sulla rivista tedesca Alpinismus, le alte vie – ovvero cammini che si snodano per molte tappe senza scendere a fondovalle e facendo tappa presso rifugi alpini – hanno conosciuto una grande fortuna. L’avventura pionieristica di “inventare le alte vie” e di esplorare le bellezze e i significati segreti del percorso non è però conclusa: accanto al tracciato principale, ben segnalato, si trovano innumerevoli sentieri alternativi o semplici tracce, o ancora passaggi naturali, che conducono in meravigliosi angoli nascosti e punti di vista inusuali sui favolosi paesaggi dolomitici, dove si può andare all’avventura e comporre un’alta via personale.

Franco Michieli, geografo, esploratore e scrittore (nel 2014 ha ricevuto il prestigioso Premio letterario Gambrinus “Giuseppe Mazzotti”), lungo l’Alta Via n. 1 è cresciuto, frequentandola fin da bambino e muovendovi i suoi primi passi. La nonna era di Agordo e tra i suoi antenati figura Cesare Tomè, uno dei pionieri dell’esplorazione delle Dolomiti. Mantenendo vivo questo spirito, Michieli accompagna lungo uno dei tratti più affascinanti dell’Alta Via n. 1 – da Agordo a Cortina, in provincia di Belluno, accanto alle gigantesche pareti della Moiazza, del Civetta, del Pelmo e della Croda Da Lago, tutte incluse nel Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco – andando alla scoperta di vie alternative che regalano visioni più ampie e originali di boschi, pascoli, radure nascoste, stupefacenti formazioni rocciose, “deserti” calcarei, versanti sconfinati di ghiaie e morene, immense pareti e torri, e segni della presenza umana, anche antica. Condizioni meteo permettendo, si potranno salire alcune cime, quali la Lastia di Framont, il Montalto di Pelsa, i Lastoni di Formin. La ricerca del percorso – anche fuori sentiero e quindi anche su terreno relativamente impervio – sarà condivisa con i compagni di cammino: non si seguirà una via precostituita, ma ci si soffermerà spesso a osservare e interpretare il territorio per prendere coscienza delle sue forme e della sua logica, scegliendo su questa base le vie da intraprendere per arrivare comunque al rifugio a fine tappa. Durante il cammino non si utilizzeranno cartine o strumenti tecnologici per l’orientamento, e nemmeno l’orologio: si imparerà invece a utilizzare ogni elemento ed evento naturale come riferimento per orientarsi e per mantenere la coscienza del divenire della giornata, tecniche lungamente sperimentate da Michieli durante le sue traversate di terre selvagge. Come scrittore, Michieli inviterà anche alla lettura poetica della natura dolomitica, proponendo soste con riflessioni e qualche brano letteraio scelto, per esempio dai testi di Dino Buzzati oltre che dai propri. Alla sera, al rifugio, si potrà rifocillarsi davanti a meravigliosi tramonti e approfondire la comprensione di quanto sperimentato durante il giorno: l’esperienza si caratterizza quindi come “cammino d’autore”, dove l’interpretazione e la comprensione si rivelano più importanti del semplice portare a termine le tappe. Si consiglia di portare con sé un quaderno per appunti.

Programma

Domenica 7

Ritrovo ad Agordo (BL) ore 13, spostamento con alcune delle auto presenti al vicino Passo Duran (1.601 m), trasferimento a piedi al Rifugio Carestiato (1.834 m), dislivello in salita 250 m, 1 ora di cammino.

Lunedì 8

Dal Rifugio Carestiato (1.834 m) al Rifugio Vazzoler (1.714 m) con esplorazioni intermedie, dislivello in salita 500-950 m, in discesa 600–1.000 m variabili secondo le divagazioni scelte, 6-7 ore di cammino

Martedì 9

Dal Rifugio Vazzoler (1.714 m) al Van delle Sasse (2.420 m) e ritorno, dislivello in salita 1000 m, lo stesso in discesa, 7-8 ore di cammino

Mercoledì 10

Dal Rifugio Vazzoler (1.714 m) al Rifugio Tissi (2.262 m) con esplorazioni, dislivello in salita 1.100 m, in discesa 500 m, 6-7 ore di cammino

Giovedì 11

Dal Rifugio Tissi (2.262 m) al Rifugio Fiume (1.918 m) con varianti, dislivello in salita 750-800 m, in discesa 1.050-1.100 m, 6-7 ore di cammino

Venerdì 12

Dal Rifugio Fiume (1.918 m) al Rifugio Croda da Lago (2.046 m) passando se possibile dai Lastoni di Formin, dislivello in salita 800 m, in discesa 700 m, 6-7 ore di cammino

Sabato 13

Dal Rifugio Palmieri (2.046 m) a Cortina d’Ampezzo (1.211 m), dislivello in salita 50 m, in discesa 900 m, 3-4 ore di cammino, conclusione intorno alle ore 13 per prendere i mezzi di rientro

Altre informazioni utili

Si richiede di compiere diverse escursioni di allenamento con dislivelli in salita fino a mille metri durante i due mesi che precedono la partenza.

Difficoltà tecniche: si prevede l’incontro con qualche roccetta, con ghiaioni e pendii erbosi ripidi potenzialmente scivolosi e qualche tratto esposto.

Notti: in rifugi alpini, con sistemazioni sia in camerate che in stanze multiple con vario numero di letti (mai meno di quattro). Obbligatorio uso del sacco-lenzuolo o di sacco a pelo leggero. È consigliato dotarsi di tappi di cera per non subire eventuale fastidio da parte di persone che russano. Salvo diversi eventuali accordi con singoli gestori, i pernottamenti per i soci del Club Alpino Italiano con tessera munita di bollino valido per l’anno in corso costano dieci euro in meno che per i non soci. Si informa inoltre che, come di norma nei rifugi alpini, la doccia costa in genere da 3 a 5 euro supplementari.

Cosa portare: scarponi da trekking collaudati e alti alla caviglia (consigliati di pelle), abbigliamento comodo per camminare, si consiglia lana merinos per calze e magliette, zaino ergonomico. Necessario il sacco lenzuolo o un sacco a pelo leggero. Dal momento che si riceve servizio di mezza pensione nei rifugi, gli zaini conterranno solo l’indispensabile per le ore di marcia, il ricambio per la notte e i viveri di scorta, e potranno avere un peso contenuto. Non saranno ammessi alla partenza zaini di peso superiore ai 12 kg, borraccia da litro piena compresa. Dopo la conferma della partenza, riceverete le note di viaggio e l’elenco delle cose da portare.

Ritrovo: ad Agordo (BL) domenica 7 luglio, ore 13. Si arriva nelle vicinanze con l’autostrada A27 Venezia-Belluno o con la superstrada Bassano-Primolano-Feltre. Chi viaggia con mezzi pubblici può raggiungere in treno Belluno o Sedico Bribano, trovando coincidenza bus per Agordo. Possibili accordi fra partecipanti per condividere il viaggio.
Rientro: da Cortina d’Ampezzo sabato 13 luglio, dopo le ore 13. Per chi passa da Agordo a recuperare l’auto, bus da Cortina alle ore 15.30, arrivo ad Agordo alle 17.43, possibile proseguimento per la stazione ferroviaria di Belluno con arrivo alle 18.23. Da Cortina, dopo le 13, altri bus per Calalzo o per Venezia.
Come arrivare al luogo di ritrovo: in auto, dalla pianura veneta si può seguire la A27, che si diparte dalla A4 presso Venezia Mestre, fino a Belluno; da qui si prosegue sulla N 203 per Agordo. Oppure da Bassano (VI) si segue la N 47 per Trento fino a Primolano dove si svolta a destra nel tunnel che immette nella N 50 per Feltre e Belluno; a Sedico Bribano la si lascia e si segue la N 203 per Agordo. In alternativa si può giungere dal Trentino o dall’Alto Adige superando diversi valichi dolomitici. In treno invece si può viaggiare sulla linea Padova o Venezia – Belluno – Calalzo, fermandosi a Belluno e trovando coincidenza in bus per Agordo. Si consiglia di verificare in anticipo che gli orari degli autobus Belluno – Agordo (azienda Dolomitibus) abbiano coincidenze comode rispetto ai propri orari ferroviari; in caso contrario potrebbe essere necessario arrivare in zona già il giorno prima. Perciò, dopo una verifica da parte di ciascuno del proprio itinerario, sarà necessario accordarsi tra partecipanti per offrire passaggi a chi ne ha bisogno.

Potete anche leggere:

Alimentazione: chi è vegetariano/vegano o chi ha particolari necessità alimentari lo comunichi per tempo, cioè al momento dell’iscrizione.

Iscrizioni: dopo aver ricevuto conferma dalla segreteria sulla disponibilità e l’avvenuta iscrizione, inviare 145 euro (+ 20 euro se non avete la tessera per il 2019).

Pagamento: tramite c/c bancario Banca Etica, IBAN: IT46B0501812101000011354545, intestato a Compagnia dei Cammini, specificando nella causale del bonifico Nome Cognome – 879 Esplorazioni sulle Dolomiti. Il saldo di 100 euro deve essere versato entro il 25-06-2019. Se richiesto dalla segreteria sarà necessario consegnare alla guida la ricevuta di pagamento delle quote.

I nostri gruppi hanno mediamente una composizione tra gli 8 e i 15 partecipanti. I viaggi di Velatrek invece tra i 6 e gli 8 mediamente. La partenza del viaggio sarà confermata al raggiungimento di un numero minimo di partecipanti.

Assicurazioni e condizioni: leggi più informazioni sulle polizze assicurative e le condizioni viaggio.

Consigliamo di lasciare a casa il telefono cellulare. Offriamo ai partecipanti ai viaggi il lusso di essere irreperibili per alcuni giorni. Nella nostra quotidianità infatti è impossibile esserlo, e il viaggio invece ci può regalare un momento solo per noi, nel nostro qui e ora. Se avete la necessità di avere il telefono cellulare con voi sappiate che però durante i Cammini della Compagnia si può tenerlo acceso solo alla sera dopo ogni tappa e al mattino prima di partire. Mai durante il cammino, comprese le soste. Se volete lasciare a casa il telefono, sempre incontreremo quelli pubblici e quello della guida sarà a vostra disposizione in casi di emergenza. Il Cammino è un cammino di gruppo e del qui e ora, il cellulare, l’I-pod e oggetti simili non permettono di godere a pieno dell’esperienza di cammino che come Compagnia dei Cammini proponiamo.

Consigliamo ai camminatori la lettura del libro L’arte del camminare di Luca Gianotti (Ediciclo 2011), che contiene tanti utili suggerimenti sia pratici che psicologici per affrontare preparati i nostri cammini. E consigliamo anche la lettura del libro Alzati e cammina di Luigi Nacci (Ediciclo 2014) per trovare la motivazione interiore a mettersi in cammino.