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Esplorazioni in Norvegia 2 – la Terra dei Sami

Un vero cammino di formazione, nella terra più selvaggia del continente europeo, oltre il Circolo polare artico all’apparire dei colori autunnali e delle prime aurore, senza tecnologie per orientarsi, accampandosi in libertà e cucinando sui fornelli. Tra valli boscose, monti ghiacciati, tundre, torrenti, renne, alci, linci e ghiottoni, Franco Michieli condivide una traversata intensa nella Terra dei Sami, pastori di renne, dove il luogo d’arrivo è incerto.

La Norvegia è il Paese che in Europa conserva la più straordinaria combinazione di varietà paesaggistica e conservazione ambientale. Poco più estesa dell’Italia, ha una popolazione di poco più di 5 milioni di abitanti e quindi una densità di popolazione di soli 13 abitanti al kmq, concentrati in alcune aree. Significa che gran parte del territorio è disabitato o quasi, e che le possibilità di compiere lunghi percorsi a piedi sui sentieri o inventando itinerari selvaggi sono eccezionali.

Dopo l’esperienza esplorativa del 2018 ambientata sull’altopiano meridionale Hardanger-Vidda, il viaggio Esplorazioni in Norvegia 2 – la Terra dei Sami sposta il cammino molto più a nord, ben oltre il Circolo polare artico, già all’interno di quella vasta area priva di confini netti che viene chiamata volgarmente Lapponia, o più correttamente Sapmi o Terra dei Sami, dove da tempi immemorabili abita il popolo di allevatori di renne da cui prende il nome, nomade fino agli anni Cinquanta del secolo scorso. Oggi i Sami risiedono in villaggi, ma alcuni di essi continuano ad allevare renne (il numero minimo di capi per formare una mandria è circa duemila) e molti non disdegnano di trascorrere dei periodi soggiornando nelle classiche capanne e tende isolate nella natura, oltre che di seguire le migrazioni delle mandrie se sono coinvolti nell’allevamento, ormai non più con gli sci, ma con le motoslitte. Fu proprio la comparsa della motoslitta il fattore determinante che interruppe le arcaiche marce sulla neve e gli infiniti silenzi del mondo invernale artico. Resta comunque vero che i confini di Stato non hanno senso per i popoli che vivono al seguito di mandrie migranti al mutare delle stagioni. Per questo la Terra dei Sami non è delimitata da confini, ma si trova sovrapposta a parti di quattro Paesi moderni confinanti tra loro: la Norvegia, la Svezia, la Finlandia e la Russia. In tutto, si contano circa 75.000 Sami, dei quali 40.000 vivono in Norvegia, anche se il miscuglio con la popolazione scandinava presente nelle stesse regioni non consente una distinzione precisa. Si tratta di alcune delle aree meno abitate del Nord Europa, con densità di popolazione molto bassa, in particolare nelle aree interne, dove i nuclei abitati sono rarissimi. Il nostro cammino si svolgerà in questo contesto selvatico e vastissimo, in un’area compresa fra alcuni fiordi occidentali e altri rivolti invece a settentrione, per alture e vallate modellate da antichi ghiacciai nel cuore delle Alpi Scandinave, che digradano a est verso sconfinati altopiani e laghi. Neanche noi faremo caso ai confini fra Norvegia e Svezia, e capiterà di varcarli più volte seguendo le vie naturali tra le montagne.

Il cammino avverrà in una regione dove si trovano diverse aree protette; i Parchi nazionali norvegesi di Rohkunborri e di Øvre Dividal sono i più grandi della zona e l’intenzione è di attraversarli per intero nella parte centrale del viaggio. Lungo tutto il cammino ci troveremo in un paesaggio con poca presenza umana, ma popolato da numerose specie selvatiche; tra queste l’alce, la volpe rossa, la volpe artica, la lince, il ghiottone, il raro orso bruno e innumerevoli uccelli.

Le date scelte per il cammino, a cavallo di agosto e settembre, non rappresentano un periodo qualsiasi. Si tratta infatti delle settimane in cui nell’entroterra nordico avviene la trasformazione dei colori dalla dominante verde a quella gialla e rossa dell’autunno. In particolare i boschi di betulle e la bassa vegetazione che copre il terreno di rade foreste e tundre si accendono di luci spettacolari, diversamente vivide nel frequente variare delle condizioni meteorologiche. Ciò avviene a causa dell’abbassarsi del sole nel suo lungo corso diurno e del contemporaneo calo delle temperature medie, fattori che pongono fine all’invasione estiva delle zanzare: la regione è molto più apprezzabile in assenza di questi insetti. Inoltre la comparsa di alcune ore notturne di buio e di crepuscolo dopo i mesi di luce perenne permettono il ritorno delle stelle e, da inizio settembre, la possibilità che tornino visibili anche le aurore boreali. Ciononostante le giornate restano lunghe, e il breve buio sarà un riferimento naturale del trascorrere dei giorni. Anche quest’anno abbandoneremo la scansione del tempo degli orologi per inoltrarci in un tempo fluente in modo continuo, senza preoccuparci troppo del passare delle ore data la disponibilità di luce. I monti saranno ormai pressoché spogli delle nevi dell’inverno e della primavera precedenti, ma potrebbero essere imbiancati dalle prime nevicate autunnali; nelle giornate senza precipitazioni i corsi d’acqua saranno molto meno gonfi di come si incontrano a inizio estate, divenendo più facili da guadare; ma in caso di forti piogge possono tornare impetuosi, e costringere a guadi impegnativi e profondi, o ad attraversare pianori paludosi inzuppati, bagnandoci scarponi, calzettoni e pantaloni. Nei guadi occorre procedere con prudenza, scegliendo bene i punti con corrente non troppo violenta e aiutandosi a mantenere l’equilibrio con i bastoncini. Questo immergersi nel corso delle acque non deve essere vissuto negativamente, ma come un momento di straordinaria relazione con il divenire della natura nordica.

Camminare in questi spazi offre un’esperienza molto diversa da quelle dei sentieri a cui siamo più abituati: i norvegesi hanno sviluppato modalità di approccio alla natura molto varie, che comprendono sia la presenza di sentieri segnalati con ometti di pietre e segnavia rosso che collegano rifugi gestiti e non, sia la possibilità di inventare percorsi fuori sentiero di ogni difficoltà. Noi seguiremo prevalentemente quest’ultimo approccio, incontrando comunque qualche sentiero, qualche ponte e forse qualche rifugio incustodito. In questa scelta si è molto aiutati anche dalla legge norvegese, e in particolare dall’Allemannsretten, il “diritto di ogni uomo”, che permette di accedere agli ambienti naturali pubblici o privati a piedi o con gli sci in piena libertà e responsabilità; il diritto riguarda anche la possibilità di accendere il fuoco (salvo all’interno dei boschi in estate, in casi di siccità o di altri problemi), cogliere frutti di bosco e funghi, campeggiare (basta trovarsi a oltre 150 metri da un sito abitato). Condizioni davvero ideali per chi viaggia a piedi.

Si tratta di un cammino d’autore - novità, che ipotizza di attraversare l’area montuosa fra il vasto fiordo Ofoten (città di Narvik) e la testata meridionale del fiordo Lyngen (villaggio di Storfjord o altra località a meridione delle Alpi del Lyngen e di Tromsø). Si svolgerà in compagnia di Franco Michieli, geografo, esploratore e scrittore, veterano dei grandi itinerari nordici su terreni selvaggi, e già autore da giovane della traversata integrale della Norvegia da sud a nord (150 giorni di cammino selvatico) e di innumerevoli altri lunghi percorsi avventurosi in questa terra anche negli ultimi anni. Proprio in Norvegia Michieli ha sperimentato e perfezionato la capacità umana di muoversi per grandi spazi senza utilizzare cartine e strumenti per l’orientamento. Il percorso non è rigidamente prestabilito, ma offre molte possibili varianti e sarà una vera ricerca, che tutto il gruppo potrà condividere, per scegliere la via nei grandi spazi aperti, costeggiando alti versanti montani, sulle rive di lunghi torrenti e laghi, valicando creste e panettoni rocciosi, tra torbiere, acquitrini, fiumi e distese nevose o erbose, diversamente estese secondo quella che sarà l’evoluzione climatica della stagione. Un viaggio anche dentro alcuni aspetti della cultura norvegese e del popolo Sami.

In questi scenari ogni sera si sceglierà un sito adatto per montare le tende, con acqua nelle vicinanze, dove si cucineranno sui fornellini le provviste portate negli zaini. I viveri necessari saranno inizialmente acquistati alla partenza, rinnovati dopo tre giorni circa in una località dove si sarà predisposto in anticipo un deposito, e quindi fatti durare con ragionevole razionamento per altri 7 giorni fino alla conclusione. Ciò implica che gli zaini peseranno almeno 15 kg alla partenza, e almeno 18 kg al momento di caricarsi i viveri per la seconda settimana.

Durante il cammino non si utilizzeranno cartine o strumenti tecnologici per l’orientamento, e nemmeno l’orologio: si imparerà invece a utilizzare ogni elemento ed evento naturale come riferimento per orientarsi e per mantenere la coscienza del divenire della giornata, tecniche lungamente sperimentate da Michieli durante le sue traversate di terre selvagge. In singoli momenti, anche osservando una carta generale, si cercherà di acquisire una comprensione delle geometrie e della logica geografica del territorio, così da utilizzare questa comprensione come “mappa mentale” durante il cammino. Le cartine saranno comunque in dotazione nello zaino dell’accompagnatore per ogni emergenza. Come scrittore, Michieli inviterà anche alla lettura poetica della natura norvegese, proponendo soste con riflessioni e qualche brano letterario scelto, in tema con l’esperienza in corso. L’immersione nella natura e tutto ciò che la vita vagabonda sui monti può insegnare è la vera meta del viaggio, più importante dell’itinerario in sé o dell’arrivo presso un particolare luogo. Tanto che l’itinerario potrebbe subire variazioni anche notevoli rispetto all’ipotesi iniziale a causa di particolari condizioni ambientali o umane incontrate, senza per questo modificare il tipo di esperienza e il suo valore. In particolare, esistono diverse vallate che discendono verso nord e che potrebbero prestarsi a concludere il cammino in diverse località, secondo scelte che avverranno al momento in base alle mutevoli difficoltà ambientali presenti e allo stato di forma dei partecipanti (che deve comunque essere ottimo, qualunque sia la variante adottata).

Si precisa che questo viaggio di difficoltà “5 orme” è uno dei più impegnativi fra quelli proposti dalla Compagnia dei Cammini nel 2019, di livello simile al viaggio “Esplorazioni in Islanda”: è riservato a escursionisti esperti, allenati e in forma, abituati a portare zaini fino a 18 kg per una ventina di km al giorno su terreni impervi, e con forte spirito di adattamento al campeggio selvaggio, a cibi energetici, non sofisticati e razionati, alle intemperie di un clima di solito molto variabile che non esclude possibili nevicate. Ben più grande di queste difficoltà è però la crescita interiore che un viaggio come questo sa regalare.

Programma

Mercoledì 28

Ritrovo a Narvik (Norvegia) nel pomeriggio-sera, preparativi e notte in ostello

Giovedì 29

Inizio del cammino da Narvik o più probabilmente da località vicina in vista del fiordo, inoltrandosi fra le montagne in direzione ovest, dislivello in salita 600-800 m, 400-600 m in discesa, variabili secondo i percorsi scelti, 7-8 ore di cammino

Venerdì 30

Prosegue la traversata verso ovest per monti e alte vallate varcando l’invisibile confine Norvegia-Svezia, dislivello in salita 600-1.000 m variabili col percorso, lo stesso in discesa, 8 ore di cammino

Sabato 31

Proseguimento a ovest verso l’estremità settentrionale del grande lago svedese Torne-Träsk fino alla piccola stazione ferroviaria di Björkliden, recupero nelle vicinanze del deposito di viveri e campo nei boschi, dislivello in salita 700-1.000 m, lo stesso in discesa, 8 ore di cammino

Domenica 1

Svolta verso nord lasciando alle spalle il lago Torne-Träsk e rientro in Norvegia nel Parco nazionale Rohkunborri, inizio dell’aggiramento verso ovest del lungo lago Altevatn, dislivello in salita 600-800 m, in discesa 100-300 m, 8 ore di cammino

Lunedì 2

Proseguimento del cammino verso ovest sui monti che costeggiano il lago Altevatn, dislivello in salita 800-1.000 m, lo stesso in discesa, 8 ore di cammino

Martedì 3

Ingresso nel Parco nazionale Øvre Dividal e cammino verso nord superando alture e vallate successive, dislivello in salita 700-800 m, lo stesso in discesa, 8 ore di cammino

Mercoledì 4

Proseguimento attraverso il parco nazionale verso settentrione per larghe ondulazioni fra i monti, dislivello 600-800 m in salita, lo stesso in discesa, 8 ore di cammino

Giovedì 5

Marcia verso nord uscendo dal parco nazionale Øvre Dividal e possibile nuovo sconfinamento in Svezia, dislivello 600-800 m in salita, lo stesso in discesa, 8 ore di cammino

Venerdì 6

Eventuale rientro in Norvegia e avvicinamento verso nord a una delle grandi valli che portano alla testata meridionale del fiordo Lyngen o di località abitate limitrofe, dislivello in salita 600-800 m, lo stesso in discesa, 8 ore di cammino

Sabato 7

Completamento della discesa lungo una delle grandi valli che portano alla testata meridionale del fiordo Lyngen o di località abitate limitrofe, dislivello in salita 100-300 m, 600-1.000 m in discesa, 8 ore di cammino.

Domenica 8

Trasferimento in bus verso gli aeroporti di Tromsø o Narvik, secondo le esigenze di ciascuno, e possibilità di rientrare in Italia. È necessario prevedere aerei in partenza dalla tarda sera in poi, oppure lunedì 9 settembre.

Il programma potrà subire variazioni per adattarsi alle condizioni contingenti o per cause di forza maggiore

Altre informazioni utili

Tipo di viaggio: itinerante con zaino pesante, notti in tenda e pasti autogestiti in ambienti selvaggi, anche in presenza di neve di tipo estivo o fresca autunnale al suolo.

Si richiede di compiere numerose escursioni di allenamento con dislivelli in salita di mille metri e oltre durante i quattro-cinque mesi che precedono la partenza; si suggerisce vivamente di abituarsi a compiere guadi di torrenti in cui si entra nell’acqua fino a mezza gamba già nei mesi prima di partire; di vitale importanza è l’allenamento a portare uno zaino di almeno 18 kg su terreni impervi; la tenda e il sacco piuma che saranno utilizzati devono essere testati personalmente dai partecipanti trascorrendo prima di partire qualche notte in natura con clima freddo e pioggia per verificarne oltre ogni possibile dubbio la tenuta. Una volta partiti non sarà più possibile rimediare a eventuali mancanze.

Difficoltà tecniche: si prevede l’incontro con vaste paludi, pietraie e nevai di neve estiva o fresca autunnale; in particolare sono previsti guadi di torrenti anche lunghi e relativamente profondi, in cui si bagnano scarpe, calzettoni e pantaloni; possibili tratti con qualche roccetta, con ghiaioni, pietraie instabili e pendii erbosi ripidi bagnati e quindi potenzialmente scivolosi e qualche tratto esposto.

Tipo di percorso: in prevalenza cammino con tappe a saliscendi di circa 20 km al giorno, fuori sentiero in territori montuosi e d’altopiano disabitati, e solo saltuari tratti con veri sentieri o stradine; numerose le zone paludose o fangose, alternate a praterie, boschetti anche intricati, pietraie e vasti nevai; a tratti presenza di vegetazione fitta, terreno aspro con pietre mobili e radici scivolose, placche rocciose facili ma scivolose se bagnate, numerosi guadi; eccezionale isolamento, con molte giornate in cui il punto abitato più vicino si trova a numerose tappe selvagge di distanza, e in assenza di campo per i cellulari. Necessario muoversi con prudenza e grande senso di responsabilità personale.

Clima: autunnale oceanico, molto variabile e fresco, con frequente vento e possibili piogge alternate a limpide schiarite anche durature; possibilità di tempeste con temperature intorno a 0°C ed eventuali nevicate sui monti; non escluse anche giornate molto secche sotto il sole che si trova per circa 15 ore sopra l’orizzonte, a cui si aggiungono alcune ore di luce crepuscolare. Nella pur breve notte ci può essere un sensibile calo termico.

Notti: in tenda, condividendo un numero adeguato di tende tecniche da trekking portate dai partecipanti; indispensabile che le tende abbiano absidi sotto cui ricoverare zaini e scarponi durante la notte; chi non ne possedesse una tecnicamente adeguata potrà valutare se acquistarla o condividere quelle di altri partecipanti. In prevalenza ci si accamperà in luoghi selvaggi e disabitati, presso un corso d’acqua o lago per cucinare e bere. In generale sarà possibile lavarsi solo all’aperto presso torrenti e laghi.

Cosa portare: scarponi da trekking collaudati, robusti e alti alla caviglia (consigliati di pelle) con ottima suola a carrarmato, ghette da neve, abbigliamento tecnico e comodo per camminare in climi molto variabili, si consiglia lana merinos per calze e magliette, zaino ergonomico da almeno 65 litri; assolutamente necessario un sacco a pelo di ottima qualità con temperature comfort nettamente sotto zero (chi non disporrà di un sacco piuma con queste caratteristiche non potrà iscriversi al viaggio); materassino adatto anche a terreni umidi ed eventualmente a campeggio su neve estiva o fresca autunnale, tenda tecnica da montagna, fornellino. Dopo la conferma della partenza, riceverete le note di viaggio e l’elenco delle cose da portare. Tende e fornellini potranno essere condivisi nel gruppo.

Si rimarca che in questo viaggio occorre un buon sacco a pelo, perché di notte può far freddo. Siccome molte ditte sono poco serie nell’autocertificazione delle temperature, non basta quanto indicato in etichetta per valutare un sacco a pelo. Non credete a chi vi dice che con un sacco a pelo di 500 grammi si può star caldi! Il peso del sacco a pelo è direttamente proporzionale al suo potere calorico! Si consiglia vivamente un sacco a pelo in piumino, con percentuale di piumino almeno 80/20 (e con il cuin 500). Valutare attentamente il peso del piumino interno, è l’altra variabile fondamentale: consigliamo almeno 500 g di piumino (che corrisponde a un peso totale di 1,2 kg), meglio ancora se 600 g di piumino.
I materiali sintetici sono a oggi meno caldi e affidabili del piumino, se per motivi etici li preferite, ogni ditta ne produce alcuni modelli. Preferite marche di livello alto, ditte specializzate in attrezzatura per alpinisti. Se volete consigli anche sui nomi delle marche, ecco una pagina di Luca Gianotti dedicata ai consigli. Se avete dei dubbi telefonate o scrivete alla guida per un consiglio.

Gli zaini dovranno contenere solo l’assoluto indispensabile per un itinerario in autonomia, in cui si usa solo l’essenziale e ogni grammo va pesato; ciononostante, compresi i viveri, raggiungeranno a tratti un peso di almeno 18 kg, perciò è particolarmente importante evitare di portare con sé qualsiasi cosa che non sia necessaria alla sopravvivenza. Chi si presenterà con peso eccessivo dovrà eliminarne una parte per non compromettere la riuscita del viaggio.

I cellulari dovranno essere rigorosamente spenti durante tutta la giornata di cammino. Si sottolinea inoltre che in molte aree attraversate dal cammino non ci sarà campo, anche per diversi giorni e notti di seguito.

Ritrovo: mercoledì 28 agosto nel pomeriggio-sera a Narvik, città turistica situata sul fiordo Ofoten nella regione del Nordland al capolinea della ferrovia proveniente da Stoccolma-Kiruna e sulla principale strada statale norvegese E6, con servizio di bus da numerose altre località norvegesi fra cui l’aeroporto di Narvik-Evenes; l’indirizzo del ritrovo verrà comunicato prima della partenza.

Rientro: dal punto di conclusione del cammino, in località non obbligata ma che sarà probabilmente in un sito abitato presso il fiordo Lyngen o il vicino fiordo Balsfjorden, a sud della città di Tromsø (per gli orari bus si vedano le località Oteren e Nordkjosbotn), in bus si raggiungerà l’aeroporto scelto per il rientro (consigliati gli aeroporti di Tromsø – il più vicino - o di Narvik-Evenes). Al momento nel giorno di domenica non sono previsti bus di linea al mattino, dunque sarà possibile viaggiare solo al pomeriggio. Perciò risulta necessario prenotare un aereo di rientro solo a partire dalla tarda serata di domenica 8 (da Tromso) oppure in data lunedì 9 settembre (anche da Narvik). Se verificheremo che gran parte del gruppo ha necessità di ripartire più rapidamente potremo prenotare un trasferimento in minibus-taxi già da domenica 8 mattina. Specifiche informazioni verranno scambiate con gli iscritti da parte della segreteria della Compagnia dei Cammini.

Come arrivare al luogo di ritrovo: in aereo e poi bus. In genere occorre cercare voli con scalo a Oslo e quindi un volo interno per Narvik-Evenes, o al limite per Bodø o Tromsø con aggiunta di uno spostamento più lungo in bus per Narvik. Narvik è raggiungibile anche in ferrovia con un lungo tragitto da Stoccolma via Kiruna, oppure da Oslo con treno per Fauske via Trondheim e infine bus per Narvik.
È possibile viaggiare dall’Italia a Narvik anche in auto, ma impiegando tre-quattro lunghe giornate di guida e con probabili maggiori spese.

Come preparazione particolare all’approccio di questo viaggio, consigliamo la lettura dei libri di Franco Michieli La vocazione di perdersi (Ediciclo 2015) e Andare per silenzi (Sperling & Kupfer 2018).

Alimentazione: chi è vegetariano/vegano o chi ha particolari necessità alimentari lo comunichi per tempo, cioè al momento dell’iscrizione.

Iscrizioni: dopo aver ricevuto conferma dalla segreteria sulla disponibilità e l’avvenuta iscrizione, inviare 180 euro (+ 20 euro se non avete la tessera per il 2019).

Pagamento: tramite c/c bancario Banca Etica, IBAN: IT46B0501812101000011354545, intestato a Compagnia dei Cammini, specificando nella causale del bonifico Nome Cognome – 905 Esplorazioni in Norvegia 2 – la Terra dei Sami. Il saldo di 160 euro deve essere versato entro il 16-08-2019. Se richiesto dalla segreteria sarà necessario consegnare alla guida la ricevuta di pagamento delle quote.

I nostri gruppi hanno mediamente una composizione tra gli 8 e i 15 partecipanti. I viaggi di Velatrek invece tra i 6 e gli 8 mediamente. La partenza del viaggio sarà confermata al raggiungimento di un numero minimo di partecipanti.

Assicurazioni e condizioni: leggi più informazioni sulle polizze assicurative e le condizioni viaggio.

Consigliamo di lasciare a casa il telefono cellulare. Offriamo ai partecipanti ai viaggi il lusso di essere irreperibili per alcuni giorni. Nella nostra quotidianità infatti è impossibile esserlo, e il viaggio invece ci può regalare un momento solo per noi, nel nostro qui e ora. Se avete la necessità di avere il telefono cellulare con voi sappiate che però durante i Cammini della Compagnia si può tenerlo acceso solo alla sera dopo ogni tappa e al mattino prima di partire. Mai durante il cammino, comprese le soste. Se volete lasciare a casa il telefono, sempre incontreremo quelli pubblici e quello della guida sarà a vostra disposizione in casi di emergenza. Il Cammino è un cammino di gruppo e del qui e ora, il cellulare, l’I-pod e oggetti simili non permettono di godere a pieno dell’esperienza di cammino che come Compagnia dei Cammini proponiamo.

Consigliamo ai camminatori la lettura del libro L’arte del camminare di Luca Gianotti (Ediciclo 2011), che contiene tanti utili suggerimenti sia pratici che psicologici per affrontare preparati i nostri cammini. E consigliamo anche la lettura del libro Alzati e cammina di Luigi Nacci (Ediciclo 2014) per trovare la motivazione interiore a mettersi in cammino.