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Esplorazioni in Norvegia 3 – Circolo Polare

Un vero cammino di formazione, nella terra più selvaggia del continente europeo, a cavallo del Circolo polare artico, in mezzo alle calotte glaciali dello Svartisen e ai monti selvaggi del Saltfjellet (parchi nazionali), senza tecnologie per orientarsi, accampandosi in libertà e cucinando sui fornelli. Tra testate di fiordi, valli boscose, rocce e ghiacci spettacolari, torrenti e laghi solitari, l’esploratore Franco Michieli condivide una traversata di primordiale bellezza.

La Norvegia è il paese che in Europa conserva la più straordinaria combinazione di varietà paesaggistica e conservazione ambientale. Poco più estesa dell’Italia, ha una popolazione di poco più di 5 milioni di abitanti e quindi una densità di popolazione di soli 13 abitanti al kmq, concentrati in alcune aree. Significa che gran parte del territorio è disabitato o quasi, e che le possibilità di compiere lunghi percorsi a piedi sui sentieri o inventando itinerari selvaggi sono eccezionali.

Dopo le esperienze esplorative del 2018 e del 2019 ambientate rispettivamente sull’altopiano meridionale Hardanger-Vidda e tra i monti molto più settentrionali della Terra dei Sami, il viaggio Esplorazioni in Norvegia 3 – Circolo polare porta il cammino proprio a cavallo del Circolo polare artico e tra monti coperti da immensi altopiani glaciali e prossimi ai fiordi atlantici. In questi gruppi montuosi, che fanno parte della catena Saltfjellet, si estendono due ghiacciai d’altopiano da cui discendono numerose lingue glaciali che complessivamente si estendono per 369 kmq; l’altopiano glaciale a ovest, Vestisen o Vestre Svartisen, è esteso per circa 221 kmq ed è il secondo ghiacciaio della terraferma norvegese per estensione (il primo è lo Jostedalsbreen nel sud ovest del paese); l’altopiano glaciale a est, Østisen o Østre Svartisen, si estende per circa 148 kmq ed è il quarto per superficie della terraferma norvegese. Sulle Alpi non esiste nessun corpo glaciale con dimensioni simili. I due bianchi altopiani sono costellati di picchi che emergono dal ghiaccio e si trovano elevati sopra enormi pareti di placche rocciose levigate. Nelle valli scorrono torrenti impetuosi alimentati dai ghiacciai e non sempre guadabili, che possono richiedere lunghi giri per essere superati. In zona si trovano anche formazioni spettacolari di marmo lavorate in forme fantastiche dal ghiaccio e dall’acqua. Il cammino punterà a passare in mezzo alle due selvagge calotte glaciali, con varie esplorazioni nei dintorni, per uscire a nord in vallate contornate da monti coperti da ghiacciai minori e digradanti infine verso fiordi a nord ovest e altopiani verso est.

Il cammino avverrà quasi interamente all’interno del Parco nazionale Saltfjellet-Svartisen, grande area protetta di 2.102 kmq; oltre che per lo straordinario interesse geologico, il parco è noto per la flora periglaciale e per la presenza di animali come l’alce, la lince e il ghiottone. Vi si trovano inoltre testimonianze della presenza dei pastori nomadi di renne Sami.

Le date scelte per il cammino, alla fine di agosto e quindi dell’estate nordica, dovrebbero consentire di attraversare i corsi d’acqua con meno difficoltà che a inizio stagione, quando la fusione delle nevi rende le acque straordinariamente abbondanti. Inoltre, il 20 agosto è in genere la data in cui le temibili zanzare delle aree nordiche cessano di esistere sulle montagne a quelle latitudini, consentendo soggiorni più piacevoli. Tuttavia il riscaldamento climatico in atto potrebbe prolungare la presenza di una parte di questi insetti, per cui per prudenza converrà disporre di appositi repellenti per i tratti a quote basse. Data l’alta latitudine, a fine agosto non ci sarà ancora una vera notte, ma solo un oscuro crepuscolo di qualche ora a separare il tramonto dall’alba. In caso di nubi molto spesse, tuttavia, nelle ore attorno a mezzanotte farà buio. Le giornate restano comunque molto lunghe, permettendo di compiere ogni operazione del cammino in presenza di luce. Anche quest’anno abbandoneremo la scansione del tempo degli orologi per inoltrarci in un tempo fluente in modo continuo, senza preoccuparci troppo del passare delle ore, data la disponibilità di luce. I monti saranno ormai pressoché spogli delle nevi dell’inverno e della primavera precedenti, se non sugli altopiani glaciali, ma potrebbero essere imbiancati dalle prime nevicate di fine estate. In caso di forti piogge i torrenti possono tornare impetuosi, e costringere a guadi impegnativi e profondi, o ad attraversare pianori paludosi inzuppati, dove ci si bagnano scarponi, calzettoni e pantaloni. Nei guadi occorre procedere con prudenza, scegliendo bene i punti con corrente non troppo violenta e aiutandosi a mantenere l’equilibrio con i bastoncini. Questo immergersi nel corso delle acque non deve essere vissuto negativamente, ma come un momento di straordinaria relazione con il divenire della natura nordica.

Camminare in questi spazi offre un’esperienza molto diversa da quelle dei sentieri a cui siamo più abituati: i norvegesi hanno sviluppato modalità di approccio alla natura molto varie, che comprendono sia la presenza di sentieri segnalati con ometti di pietre e segnavia rosso che collegano rifugi gestiti e non, sia la possibilità di inventare percorsi fuori sentiero di ogni difficoltà. Noi seguiremo prevalentemente quest’ultimo approccio, incontrando comunque qualche sentiero, qualche ponte e forse qualche rifugio incustodito. In questa scelta si è molto aiutati anche dalla legge norvegese, e in particolare dall’Allemannsretten, il “diritto di ogni uomo”, che permette di accedere agli ambienti naturali pubblici o privati a piedi o con gli sci in piena libertà e responsabilità; il diritto riguarda anche la possibilità di accendere il fuoco (salvo all’interno dei boschi in estate, in casi di siccità o di altri problemi), cogliere frutti di bosco e funghi, campeggiare (basta trovarsi a oltre 150 metri da un sito abitato). Condizioni davvero ideali per chi viaggia a piedi.

Si tratta di un cammino d’autore - novità, che ipotizza di attraversare l’area montuosa fra il fiordo Melfjorden (a ovest di Mo i Rana) e la grande valle e arteria di comunicazione Saltdalen, tra le omonime montagne Saltfjellet; o, in alternativa, se le condizioni del momento lo consigliassero, uscendo verso nord presso uno dei rami dei fiordi a sud di Bodø.

Si svolgerà in compagnia di Franco Michieli, geografo, esploratore e scrittore, veterano dei grandi itinerari nordici su terreni selvaggi, e già autore da giovane della traversata integrale della Norvegia da sud a nord (150 giorni di cammino selvatico che hanno compreso anche la traversata dello Svartisen) e di innumerevoli altri lunghi percorsi avventurosi in questa terra anche negli ultimi anni. Proprio in Norvegia Michieli ha sperimentato e perfezionato la capacità umana di muoversi per grandi spazi senza utilizzare cartine e strumenti per l’orientamento. Il percorso non è rigidamente prestabilito, ma offre molte possibili varianti e sarà una vera ricerca, che tutto il gruppo potrà condividere, per scegliere la via nei grandi spazi aperti, costeggiando alti versanti montani, seguendo valli profonde e disabitate presso le rive di lunghi torrenti e laghi, valicando creste e panettoni rocciosi in vista dei ghiacciai, tra torbiere, acquitrini, rocce denudate da antichi ghiacciai e distese nevose o erbose, diversamente estese secondo quella che sarà l’evoluzione climatica della stagione. Un viaggio anche dentro alcuni aspetti della cultura norvegese.

In questi scenari ogni sera si sceglierà un sito adatto per montare le tende, con acqua nelle vicinanze, dove si cucineranno sui fornellini le provviste portate negli zaini. I viveri necessari saranno inizialmente acquistati alla partenza, rinnovati circa a metà percorso in una località dove si sarà predisposto in anticipo un deposito, e quindi fatti durare con ragionevole razionamento fino alla conclusione. Ciò implica che gli zaini peseranno almeno 16-18 kg alla partenza, e lo stesso al momento di caricarsi i viveri per il secondo tratto.

Durante il cammino non si utilizzeranno cartine o strumenti tecnologici per l’orientamento, e nemmeno l’orologio: si imparerà invece a utilizzare ogni elemento ed evento naturale come riferimento per orientarsi e per mantenere la coscienza del divenire della giornata, tecniche lungamente sperimentate da Michieli durante le sue traversate di terre selvagge. In singoli momenti, anche osservando una carta generale, si cercherà di acquisire una comprensione delle geometrie e della logica geografica del territorio, così da utilizzare questa comprensione come “mappa mentale” durante il cammino. Le cartine saranno comunque in dotazione nello zaino dell’accompagnatore per ogni emergenza. Come scrittore, Michieli inviterà anche alla lettura poetica della natura norvegese, proponendo soste con riflessioni e qualche brano letterario scelto, in tema con l’esperienza in corso. L’immersione nella natura e tutto ciò che la vita vagabonda sui monti può insegnare è la vera meta del viaggio, più importante dell’itinerario in sé o dell’arrivo presso un particolare luogo. Tanto che l’itinerario potrebbe subire variazioni anche notevoli rispetto all’ipotesi iniziale a causa di particolari condizioni ambientali o umane incontrate, senza per questo modificare il tipo di esperienza e il suo valore. In particolare, esistono diverse vallate che discendono verso nord e che potrebbero prestarsi a concludere il cammino in diverse località, secondo scelte che avverranno al momento in base alle mutevoli difficoltà ambientali presenti e allo stato di forma dei partecipanti (che deve comunque essere ottimo, qualunque sia la variante adottata).

Si precisa che questo viaggio di difficoltà “5 orme” è uno dei più impegnativi fra quelli proposti dalla Compagnia dei Cammini nel 2020, di livello un po’ superiore al viaggio Esplorazioni in Scozia 4 – Ebridi Esterne: è riservato a escursionisti esperti, allenati e in forma, abituati a portare zaini fino a 18 kg per una ventina di km al giorno su terreni impervi, e con forte spirito di adattamento al campeggio selvaggio, a cibi energetici, non sofisticati e razionati, alle intemperie di un clima di solito molto variabile che non esclude possibili nevicate; in questo cammino può essere utile avere esperienza di alta montagna e di ambienti prossimi ai ghiacciai. Ben più grande di queste difficoltà è però la crescita interiore che un viaggio come questo sa regalare.

Programma

Mercoledì 19

Ritrovo a Bodø (Norvegia) nel pomeriggio-sera, notte in ostello

Giovedì 20

Preparativi, acquisto viveri ed eventuale trasporto in luogo opportuno di un deposito di provviste, quindi trasferimento a Mo i Rana in treno o bus, notte in ostello

Venerdì 21

Breve trasferimento presso il Melfjorden e inizio del cammino inoltrandosi verso le propaggini meridionali del gruppo glaciale Svartisen, dislivello in salita 500-600 m variabili col percorso scelto, 400-500 in discesa, 8 ore di cammino

Sabato 22

Risalita della valle Glomdalen tra le due calotte glaciali dello Svartisen ed esplorazioni dei dintorni, dislivello in salita 700-1.000 m, 200-500 m in discesa, 8 ore di cammino

Domenica 23

Esplorazioni nel cuore del gruppo glaciale dello Svartisen tra le valli Glomdalen e Vesterdalen, dislivello in salita 800-1000 m, lo stesso in discesa, 8 ore di cammino

Lunedì 24

Proseguimento del cammino verso nord est nella valle Vesterdalen ed esplorazioni nei dintorni, dislivello in salita 800-1.200 m, 400-800 m in discesa,  ore di cammino

Martedì 25

Esplorazione dei percorsi possibili per passare dalla valle Vesterdalen alle valli Sørdalen e Gråtådalen, dislivello in salita 700-1.000 m, lo stesso in discesa,  ore di cammino.

Mercoledì 26

Proseguimento lungo gli alti versanti della valle Gråtådalen fino alla valle Beiardalen con recupero del deposito di viveri predisposto, più eventuali esplorazioni dei dintorni, dislivello in salita 200-600 m, 800-1.200 m in discesa, 8 ore di cammino

Giovedì 27

Marcia verso est traversando alla valle Tollådalen e alle alture successive, dislivello in salita 700-900 m, 200-400 m in discesa, 8 ore di cammino

Venerdì 28

Traversata degli altopiani verso est in direzione dei monti Saltfjellet e della grande vallata Saltdalen e Lønsdalen, dislivello in salita 400-600 m, 200-400 m in discesa, 8 ore di cammino

Sabato 29

Esplorazioni nel gruppo del monte Orfjellet e dintorni, eventuale discesa a Storjord nella valle Lønsdalen, dislivello in salita 800-1.000 m, 1.000-1.600 m in discesa, 8 ore di cammino

Domenica 30

Escursione sui monti Salfjellet e rientro a Storjord se già raggiunta tale località nella tappa precedente, dislivello 1.200-1.400 m in salita, altrettanti in discesa, oppure giornata destinata a scendere a Storiord o Lønsdal, dislivello in discesa 500-900 m. In serata trasferimento in bus o treno a Bodø, notte in ostello

Lunedì 31

Raggiungimento dell’aeroporto di Bodø e rientro in Italia

Il programma potrà subire variazioni per adattarsi alle condizioni contingenti o per cause di forza maggiore

Altre informazioni utili

Tipo di viaggio: itinerante con zaino pesante, notti in tenda e pasti autogestiti in ambienti selvaggi, anche in presenza di neve di tipo estivo o fresca di fine estate al suolo.

Si richiede di compiere numerose escursioni di allenamento con dislivelli in salita di mille metri e oltre durante i quattro-cinque mesi che precedono la partenza; si suggerisce vivamente di abituarsi a compiere guadi di torrenti in cui si entra nell’acqua fino a mezza gamba già nei mesi prima di partire; di vitale importanza è l’allenamento a portare uno zaino di almeno 18 kg su terreni impervi; la tenda e il sacco piuma che saranno utilizzati devono essere testati personalmente dai partecipanti trascorrendo prima di partire qualche notte in natura con clima freddo e pioggia per verificarne oltre ogni possibile dubbio la tenuta. Una volta partiti non sarà più possibile rimediare a eventuali mancanze.

Difficoltà tecniche: si prevede l’incontro con vaste paludi, distese di arbusti intricati, pietraie e nevai di neve estiva o fresca di fine estate; in particolare sono previsti guadi di torrenti anche lunghi e relativamente profondi, in cui si bagnano scarpe, calzettoni e pantaloni; probabili tratti con roccette, placche rocciose inclinate e levigate da antichi ghiacciai, ghiaioni, pietraie vaste e instabili e pendii erbosi ripidi bagnati e quindi potenzialmente scivolosi e qualche tratto esposto.

Tipo di percorso: in prevalenza cammino con tappe a saliscendi di circa 15-20 km al giorno, fuori sentiero in territori montuosi molto aspri e vallate incassate fra versanti di aspetto alpino, nonché su altopiani disabitati, e solo saltuari tratti con veri sentieri o stradine; numerose le zone paludose o fangose, alternate a praterie, boschetti anche intricati, pietraie, vasti nevai, zone di rocce montonate levigate da vecchi ghiacciai; a tratti presenza di vegetazione fitta, terreno aspro con pietre mobili e radici scivolose, placche rocciose facili ma scivolose se bagnate, numerosi guadi; eccezionale isolamento, con molte giornate in cui il punto abitato più vicino si trova a numerose tappe selvagge di distanza, e in assenza di campo per i cellulari. Necessario muoversi con prudenza e grande senso di responsabilità personale.

Clima: di fine estate oceanico, molto variabile e fresco, con frequente vento e probabili piogge alternate a limpide schiarite anche durature; possibilità di tempeste con temperature intorno a 0°C ed eventuali nevicate sui monti; non escluse anche giornate molto secche sotto il sole che si trova per circa 16 ore sopra l’orizzonte, a cui si aggiungono alcune ore di luce crepuscolare. Nella pur breve notte ci può essere un sensibile calo termico.

Notti: in tenda, condividendo un numero adeguato di tende tecniche da trekking portate dai partecipanti; indispensabile che le tende abbiano absidi sotto cui ricoverare zaini e scarponi durante la notte; chi non ne possedesse una tecnicamente adeguata potrà valutare se acquistarla o condividere quelle di altri partecipanti. In prevalenza ci si accamperà in luoghi selvaggi e disabitati, presso un corso d’acqua o lago per cucinare e bere. In generale sarà possibile lavarsi solo all’aperto presso torrenti e laghi.

Cosa portare: scarponi da trekking collaudati, robusti e alti alla caviglia (consigliati di pelle) con ottima suola a carrarmato, ghette da neve, abbigliamento tecnico e comodo per camminare in climi molto variabili, si consiglia lana merinos per calze e magliette, zaino ergonomico da almeno 65 litri; assolutamente necessario un sacco a pelo di ottima qualità con temperature comfort nettamente sotto zero (chi non disporrà di un sacco piuma con queste caratteristiche non potrà iscriversi al viaggio); materassino adatto anche a terreni umidi ed eventualmente a campeggio su neve estiva o fresca di fine estate, tenda tecnica da montagna, fornellino. Alla richiesta di perfezionamento della prenotazione, riceverete l’elenco delle cose da mettere nello zaino. Tende e fornellini potranno essere condivisi nel gruppo.

Si rimarca che in questo viaggio occorre un buon sacco a pelo, perché di notte può far freddo. Siccome molte ditte sono poco serie nell’autocertificazione delle temperature, non basta quanto indicato in etichetta per valutare un sacco a pelo. Non credete a chi vi dice che con un sacco a pelo di 500 grammi si può star caldi! Il peso del sacco a pelo è direttamente proporzionale al suo potere calorico! Si consiglia vivamente un sacco a pelo in piumino, con percentuale di piumino almeno 80/20 (e con il cuin 500). Valutare attentamente il peso del piumino interno, è l’altra variabile fondamentale: consigliamo almeno 500 g di piumino (che corrisponde a un peso totale di 1,2 kg), meglio ancora se 600 g di piumino.
I materiali sintetici sono a oggi meno caldi e affidabili del piumino, se per motivi etici li preferite, ogni ditta ne produce alcuni modelli. Preferite marche di livello alto, ditte specializzate in attrezzatura per alpinisti. Se volete consigli anche sui nomi delle marche, ecco una pagina di Luca Gianotti dedicata ai consigli. Se avete dei dubbi telefonate o scrivete alla guida per un consiglio.

Gli zaini dovranno contenere solo l’assoluto indispensabile per un itinerario in autonomia, in cui si usa solo l’essenziale e ogni grammo va pesato; ciononostante, compresi i viveri, raggiungeranno a tratti un peso di almeno 16-18 kg, perciò è particolarmente importante evitare di portare con sé qualsiasi cosa che non sia necessaria alla sopravvivenza. Chi si presenterà con peso eccessivo dovrà eliminarne una parte per non compromettere la riuscita del viaggio.

I cellulari dovranno essere rigorosamente spenti durante tutta la giornata di cammino. Si sottolinea inoltre che in molte aree attraversate dal cammino non ci sarà campo, anche per diversi giorni e notti di seguito.

Ritrovo: mercoledì 19 agosto nel pomeriggio-sera a Bodø, importante città della regione Nordland, affacciata sul mare e sul Saltfjorden, capolinea delle linee ferroviarie norvegesi e sede di un aeroporto; l’indirizzo del ritrovo verrà comunicato prima della partenza.

Rientro: dal punto di conclusione del cammino, in località non obbligata ma che sarà probabilmente in un sito lungo a ferrovia norvegese Trondheim - Bodø, a sud della città di Fauske, oppure lungo la strada principale norvegese E-6 (per gli orari dei treni e dei bus si vedano le tratte comprese fra Mo i Rana e Bodø) si rientrerà a Bodø possibilmente la sera di domenica 30. Il giorno lunedì 31 si potrà rientrare in Italia con volo aereo da Bodø, meglio non prenotare un volo di primo mattino, ma da metà mattina in poi, per ogni evenienza. Specifiche informazioni verranno scambiate con gli iscritti da parte della segreteria della Compagnia dei Cammini.

Come arrivare al luogo di ritrovo: in aereo con volo per Bodø. In genere occorre cercare voli con scalo a Oslo e quindi un volo interno per Bodø. In alternativa, si può giungere a Bodø in treno con un giorno pieno di viaggio da Oslo.
È possibile viaggiare dall’Italia a Bodø anche in auto, ma impiegando tre-quattro lunghe giornate di guida e con probabili maggiori spese.

Come preparazione particolare all’approccio di questo viaggio, consigliamo la lettura dei libri di Franco Michieli La vocazione di perdersi (Ediciclo 2015) e Andare per silenzi (Sperling & Kupfer 2018).

Alimentazione: chi è vegetariano/vegano o chi ha particolari necessità alimentari lo comunichi per tempo, cioè al momento dell’iscrizione.

Iscrizioni: dopo aver ricevuto conferma dalla segreteria sulla disponibilità e l’avvenuta iscrizione, inviare 340 euro (+ 20 euro se non avete la tessera per il 2020).

Pagamento: tramite c/c bancario Banca Etica, IBAN: IT46B0501812101000011354545, intestato a Compagnia dei Cammini, specificando nella causale del bonifico Nome Cognome – 089 Esplorazioni in Norvegia 3 – Circolo Polare. Se richiesto dalla segreteria sarà necessario consegnare alla guida la ricevuta di pagamento delle quote.

I nostri gruppi hanno mediamente una composizione tra gli 8 e i 15 partecipanti. I viaggi di Velatrek invece tra i 6 e gli 8 mediamente. La partenza del viaggio sarà confermata al raggiungimento di un numero minimo di partecipanti.

Assicurazioni e condizioni: leggi più informazioni sulle polizze assicurative e le condizioni viaggio.

Consigliamo di lasciare a casa il telefono cellulare. Offriamo ai partecipanti ai viaggi il lusso di essere irreperibili per alcuni giorni. Nella nostra quotidianità infatti è impossibile esserlo, e il viaggio invece ci può regalare un momento solo per noi, nel nostro qui e ora. Se avete la necessità di avere il telefono cellulare con voi sappiate che però durante i Cammini della Compagnia si può tenerlo acceso solo alla sera dopo ogni tappa e al mattino prima di partire. Mai durante il cammino, comprese le soste. Se volete lasciare a casa il telefono, sempre incontreremo quelli pubblici e quello della guida sarà a vostra disposizione in casi di emergenza. Il Cammino è un cammino di gruppo e del qui e ora, il cellulare, l’I-pod e oggetti simili non permettono di godere a pieno dell’esperienza di cammino che come Compagnia dei Cammini proponiamo.

Consigliamo ai camminatori la lettura del libro L’arte del camminare di Luca Gianotti (Ediciclo 2011), che contiene tanti utili suggerimenti sia pratici che psicologici per affrontare preparati i nostri cammini. E consigliamo anche la lettura del libro Alzati e cammina di Luigi Nacci (Ediciclo 2014) per trovare la motivazione interiore a mettersi in cammino.