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Esplorazioni in Scozia 4 – Ebridi esterne

VIAGGIO ANNULLATO PER COVID.

Un cammino esplorativo di dieci giorni sulla favolosa Isola di Harris-Lewis nelle Ebridi Esterne, cercando una via sorprendente per monti disabitati, fiordi, spiagge oceaniche e altopiani colmi di laghi, tra i profumi del mare e delle distese d’erica. Un’avventura libera, con notti in tenda e pasti cucinati sui fornelli, in compagnia dell’esploratore e scrittore Franco Michieli, per perdersi e ritrovarsi fra natura e poesia.

La Scozia è una delle regioni europee più pittoresche e affascinanti per varietà, bellezza selvaggia e libertà d’accesso dei suoi paesaggi montuosi e marini, in gran parte disabitati. Vasta circa un quarto dell’Italia, la Scozia concentra cinque milioni di abitanti in poche città e diversi villaggi, lasciando alla natura immense e meravigliose estensioni di catene montuose, grandi laghi sprofondati fra i monti, frastagliatissime coste a fiordi e complessi arcipelaghi. Camminare in questi spazi offre un’esperienza molto diversa da quella dei sentieri a cui siamo più abituati: gli scozzesi hanno conservato un approccio alla natura molto antico, fatto di una ricerca personale delle vie migliori per passare, dove il percorso, salvo alcune eccezioni, si adatta più alle forme del territorio che alla presenza di veri sentieri. Non ci sono segnavia a vernice da seguire, ma ciascuno accoglie la libertà di riconoscere nel paesaggio sentieri, tracce o passaggi naturali favorevoli, lungo cui muovere i propri passi, prendendosi la responsabilità delle proprie scelte. Qui dunque si possono vivere ancora esperienze da highlander – gli antichi abitanti delle terre alte –, compiendo viaggi a piedi dal sapore pionieristico ed esplorativo. In questo approccio si è molto aiutati anche dalla legge scozzese, e in particolare dallo Scottish Outdoor Access Code, approvato nella sua ultima versione dal The Land Reform (Scotland) Act 2003 (pdf scaricabile da www.outdooraccess-scotland.scot), che garantisce a tutti il diritto di accesso a gran parte degli spazi aperti scozzesi, se esercitato con responsabilità (ovviamente a piedi, in bicicletta o con gli sci, non con mezzi motorizzati fuoristrada!); questa normativa garantisce anche il diritto di accamparsi e pernottare in tenda quasi ovunque nella natura, una condizione ideale per chi viaggia a piedi.

Si tratta di un Cammino novità, proposto dalla Compagnia dei Cammini con Franco Michieli - geografo, esploratore e scrittore, esperto di grandi itinerari nordici su terreni selvaggi -, a seguito delle tre edizioni del cammino “Esplorazioni in Scozia” effettuate nel 2017 e nel 2018 lungo le Western Highlands (da Fort Williams a Cape Wrath), e poi nel 2019 sull’isola di Skye. Ora ci portiamo a nord ovest delle terre visitate negli anni scorsi, sulla vasta Isola di Harris-Lewis (un’unica terra con un nome al sud e un altro al nord) che sorge nel mare al confine estremo dell’oceano, al di là del vasto canale marino del Minch.

L’Isola di Harris-Lewis è la più grande delle Ebridi e della Scozia stessa, e la più settentrionale dell’arcipelago che si trova al largo delle Ebridi Interne affacciato sul l’Oceano Atlantico. Si tratta di un’isola montuosa e ricca di insenature, specialmente nelle parti meridionale e centrale, con una superficie di 2.179 kmq e poco più di 21.000 abitanti, risultando la più popolata delle Ebridi. Tuttavia, la densità di popolazione è di soli 9,65 abitanti al kmq, quindi con vastissimi spazi lasciati alla natura. Questo dato non dipende però da una storia solo positiva: all’inizio del XIX secolo Harris-Lewis era maggiormente popolata; poi il crudele fenomeno delle “clearences”, cioè la deportazione di migliaia di contadini e piccoli allevatori per fare spazio alle grandi tenute d’allevamento, causò uno spopolamento di cui si sentono ancora gli effetti. La storia dell’isola fu a lungo influenzata dall’impoverimento seguito alle clearences e a politiche industriali imposte dal suo successivo proprietario, il magnate Lord Leverhulme (il suo impero economico è divenuto l’attuale Unilever). Tuttavia oggi questa wilderness di ritorno risulta molto favorevole per i cammini avventurosi, sulle tracce di molti antichi pionieri, dai cacciatori preistorici del Mesolitico agli invasori vichinghi del Medioevo. Fra l’altro, l’isola è nota anche per i grandi monoliti preistorici di Callanish e per i ritrovamenti di importanti reperti vichinghi. Le montagne, culminanti ai 799 metri del monte An Cliseam, possono sembrare poco elevate rispetto ai monti alpini o appenninici, ma il clima nordico e la vicinanza dell’oceano ne fanno un regno selvaggio di grande potenza. Notevoli anche i labirinti di laghi e fiordi sparsi per l’isola e le favolose spiagge sabbiose oceaniche.

Il cammino si svolge su percorso non prefissato nei dettagli, potenzialmente lungo l’intera estensione dell’isola, dal capo meridionale Renish Point o Rubha Renis al capo settentrionale Butt of Lewis o Rubha Robhanais, distanti fra loro un centinaio di chilometri in linea d’aria. Tuttavia il punto di arrivo non è obbligato e durante il cammino, in accordo con le condizioni ambientali incontrate, si potrà scegliere un punto conclusivo costiero diverso. Il percorso sarà inevitabilmente tortuoso, per cui la distanza effettiva da affrontare a piedi si avvicinerà ai duecento chilometri: ciascuna delle dieci tappe presenterà quindi lunghezze tra i 15 e i 20 km, con numerosi dislivelli in salita e in discesa. ll nostro percorso sarà flessibile e offrirà molte possibili varianti con frequenti passaggi dal livello del mare a crinali alti fino a quasi 800 metri, e sarà una vera ricerca, che tutto il gruppo potrà condividere, per scegliere la via lungo altopiani, cigli di scogliere, vallate solitarie, alti monti, rive di fiordi e laghi; i saliscendi porteranno a valicare creste e forcelle tra picchi e panettoni rocciosi, e a traversare torbiere, acquitrini, fiumi e immense distese d’erba o di erica delle brughiere. Un viaggio anche nelle antiche lingue gaelica e norrena, con molteplici nomi per ogni ambiente o paesaggio.

In questi scenari ogni sera si sceglierà un sito adatto per montare le tende, con acqua nelle vicinanze, dove si cucineranno sui fornellini le provviste portate negli zaini. I viveri necessari saranno inizialmente acquistati alla partenza, e poi rinnovati presso due o tre abitati costieri.

Durante il cammino non si utilizzeranno cartine o strumenti tecnologici per l’orientamento, e nemmeno l’orologio: chi si iscrive si impegna a non tenere accesi o in uso tali strumenti durante le tappe. Si imparerà invece a utilizzare ogni elemento ed evento naturale come riferimento per orientarsi e per mantenere la coscienza del divenire della giornata, tecniche lungamente sperimentate da Michieli durante le sue traversate di terre selvagge. In determinati momenti, anche osservando una carta generale, si cercherà di acquisire una comprensione delle geometrie e della logica geografica del territorio, così da utilizzare questa comprensione come “mappa mentale” durante il cammino. Le cartine saranno comunque in dotazione nello zaino dell’accompagnatore per ogni emergenza. Come scrittore, Michieli inviterà anche alla lettura poetica della natura scozzese, proponendo soste con riflessioni e numerosi brani letterari scelti, in tema con l’esperienza in corso. L’immersione nella natura e tutto ciò che la vita vagabonda delle Highlands possono insegnare è la vera meta del viaggio, più importante dell’itinerario in sé o dell’arrivo presso una particolare meta. Per dare concretezza al sogno di traversata dell’isola si farà il possibile per giungere fino a Butt of Lewis o Rubha Robhanais; se tuttavia condizioni ambientali e umane incontrate dovessero portarci a una diversa meta conclusiva ciò non sarà da considerare in alcun modo come un impoverimento dell’avventura, che trae il suo valore dal vissuto di ogni giorno e dalle relazioni intessute.

Si precisa che questo viaggio di difficoltà “5 orme” è uno dei più impegnativi fra quelli proposti dalla Compagnia dei Cammini: è riservato a escursionisti allenati e in forma, abituati a portare zaini di oltre 15 kg per una ventina di km al giorno su terreni impervi, e con forte spirito di adattamento al campeggio selvaggio, a cibi energetici ma non sofisticati, alle intemperie di un clima di solito molto variabile. Ben più grande di queste difficoltà è però la crescita interiore che un viaggio come questo sa regalare.

Attenzione: nel 2020 la Compagnia dei Cammini ha in calendario nel mese di maggio un secondo viaggio sulle isole scozzesi delle Ebridi, guidato da Elisa Leger, con approccio molto simile, ma lunghezza delle tappe minore e grado di impegno 4 orme, quindi più accessibile a chi, pur esperto e con buon allenamento, non se la sentisse di affrontare i più impegnativi 20 km al giorno di questo viaggio. Si invita quindi chi desidera scoprire il cammino selvaggio in Scozia a scegliere il viaggio più adatto per le proprie capacità.

Programma

Giovedì 16

Ritrovo a Ullapool (Scozia, UK) intorno alle ore 19, preparativi e notte in ostello.

Venerdi 17

Acquisto viveri e traversata in traghetto per Stornoway, capoluogo dell’isola di Harris-Lewis, eventuale avvicinamento in bus al capo meridionale e notte in ostello o campeggio.

Sabato 18

Avvicinamento al capo meridionale Renish Point o Rubha Renis e inizio del cammino dal mare inoltrandosi verso nord ovest per colline fino nei pressi della costa oceanica, dislivello in salita 600-800 m, lo stesso in discesa, variabili secondo i percorsi scelti, 8 ore di cammino.

Domenica 19

Si prosegue verso nord est attraverso le alture della terra di Harris fino ai monti che precedono Tarbert, dislivello in salita 700-800 m, variabili secondo i percorsi scelti, lo stesso in discesa, 8 ore di cammino.

Lunedì 20

Dopo l’acquisto di viveri a Tarbert ci si inoltra fra le maggiori montagne di Harris nel gruppo dell’An Cliseam, dislivello in salita 1.000-1.200 m, lo stesso in discesa, 8 ore di cammino.

Martedì 21

Si continua il cammino verso nord ovest tra i monti e si aggira il fiordo Loch Reasort, dislivello in salita 800-1.000 m, in discesa lo stesso, variabili secondo il percorso scelto, 8 ore di cammino.

Mercoledì 22

Cammino in vicinanza delle coste dei fiordi Loch Tealasbhaig e Tamnabhaig, e quindi dei monti che sorgono a nord, dislivello in salita 700-800 m, lo stesso in discesa, 8 ore di cammino.

Giovedì 23

Traversata degli altopiani a basse colline costellati da laghi accanto al Loch Langabhat e poi verso il termine meridionale del fiordo Loch Rog An Ear, dislivello in salita 400-600 m, lo stesso in discesa, 8 ore di cammino.

Venerdì 24

Passaggio dai cerchi di monoliti di Callanish, acquisto viveri al villaggio e inizio traversata del bassopiano ondulato, in direzione della costa est oppure nord ovest (la scelta resta libera fino a questo momento), dislivello in salita 400-500 m, lo stesso in discesa, 8 ore di cammino.

Sabato 25

Raggiungimento della costa est presso Stornoway oppure della costa nord ovest presso Bragar, rinnovo viveri e cammino lungo una delle due coste, dislivello in salita 400-500 metri, lo stesso in discesa, 7- ore di cammino.

Domenica 26

Cammino lungo la costa est oppure la costa nord ovest, dislivello in salita 400-500 m, lo stesso in discesa, 7-8 ore di cammino.

Lunedì 27

Di primo mattino percorso costiero sopra le scogliere finali della costa est oppure della costa nord ovest puntando al capo Butt of Lewis o Rubha Robhanais, ritorno a sud alle vicine località di Eoropaidh (Eoropie) o Port of Ness entro le ore 11.30 e trasferimento in bus a Stornoway, quindi traghetto alle ore 14 per Ullapool, dislivello in salita 200-300 m, lo stesso in discesa, 3-4 ore di cammino.

Martedì 28

Raggiungimento dell’aeroporto di Inverness o altra città scozzese e rientro in Italia.

Il programma potrà subire variazioni per adattarsi alle condizioni contingenti o per cause di forza maggiore.
Attenzione: le ore di cammino indicate sopra sono una stima del tempo effettivo di marcia, non includono le numerose soste che portano il tempo trascorso sul terreno durante ogni giornata a 10-12 ore.

Altre informazioni utili

Nota importante: se a causa del protrarsi delle limitazioni e dei rischi legati alla pandemia da Sars-CoV-2 dovessero esserci limitazioni per i viaggi all’estero, Franco Michieli farà il possibile per sostituire questo viaggio con un cammino di impegno e impostazione simili sul territorio italiano, nello stesso periodo.

Tipo di viaggio: itinerante con zaino pesante, notti in tenda e pasti autogestiti in ambienti selvaggi; si richiede di compiere numerose escursioni di allenamento con dislivelli in salita di 1.000 metri e oltre durante i tre-quattro mesi che precedono la partenza; di vitale importanza è l’allenamento a portare uno zaino di oltre 15 kg.

Difficoltà tecniche: si prevede l’incontro con paludi, brughiere dove si affonda nell’erica, guadi di torrenti o piccoli fiumi, qualche roccetta, con ghiaioni e pendii erbosi ripidi bagnati e quindi potenzialmente scivolosi e qualche tratto esposto sopra a scogliere e pareti di monti.

Tipo di percorso: in prevalenza cammino con tappe di quasi 20 km al giorno, fuori sentiero in territori montuosi disabitati, e solo saltuari tratti con veri sentieri o stradine sterrate; numerose le zone paludose o fangose di torbiera alternate a praterie e boschetti, a tratti presenza di vegetazione fitta, erbe alte, terreno aspro con pietre mobili e radici scivolose, placche rocciose facili ma scivolose se bagnate, numerosi guadi in cui può essere inevitabile bagnarsi piedi e gambe; grande isolamento, talvolta il punto abitato più vicino può trovarsi a un paio di giorni di cammino.

Clima: primaverile oceanico, molto variabile e fresco, con frequente vento e probabili piogge alternate a limpide schiarite soleggiate; possibilità di tempeste con temperature intorno a 0°C e rare nevicate sui monti; non escluse anche giornate molto secche sotto il sole che si trova per quasi 16 ore sopra l’orizzonte.

Notti: in tenda, condividendo un numero adeguato di tende tecniche da trekking portate dai partecipanti; indispensabile che le tende abbiano absidi sotto cui ricoverare zaini e scarponi durante la notte; chi non ne possedesse una tecnicamente adeguata potrà valutare se acquistarla o condividere quelle di altri partecipanti. In prevalenza ci si accamperà in luoghi selvaggi e disabitati, presso un corso d’acqua o lago per cucinare e bere; in qualche caso si potrà utilizzare un campeggio presso piccoli abitati con servizi basici.

Ritrovo: incontro a Ullapool giovedì 16 aprile entro le ore 19 (l’ultimo bus utile Inverness centro – Ullapool parte alle ore 15 e arriva già alle ore 16.20). Agli iscritti verrà comunicato con largo anticipo il nome di un ostello consigliato per il pernottamento.

Rientro: lunedì 27 trasferimento in traghetto alle ore 14 da Stornoway per Ullapool, arrivo alle ore 16.30, si prosegue in bus per Inverness alle 16.50 con arrivo alle 18.10. Notte in ostello e voli aerei per l’Italia il giorno successivo, martedì 28. Per chi ha la partenza in aereo da altre città con aeroporto, possibili collegamenti anche in bus o treno (Glasgow, Edinburgh o Aberdeen) ma richiedono più tempo.

Come arrivare al luogo di ritrovo: in aereo; per accedere alle Ebridi Esterne e Harris-Lewis, l’aeroporto scozzese più conveniente è quello di Inverness, sia all’andata che al ritorno. Si può volare verso altri aeroporti (Glasgow, Edinburgh o Aberdeen) e poi giungere a Inverness in treno o bus, ma impiegando più tempo.

Cosa portare: scarponi da trekking collaudati, robusti e alti alla caviglia (consigliati di pelle) con ottima suola a carrarmato, abbigliamento tecnico e comodo per camminare in climi molto variabili, si consiglia lana merinos soprattutto per le calze, zaino ergonomico da almeno 60 litri; assolutamente necessario un sacco a pelo di ottima qualità con temperature comfort nettamente sotto zero (chi non disporrà di un sacco piuma con queste caratteristiche non potrà iscriversi al viaggio); materassino, tenda tecnica da montagna, fornellino. Dopo la conferma della partenza, riceverete le note di viaggio e l’elenco delle cose da portare. Tende e fornellini potranno essere condivisi nel gruppo.

Si rimarca che in questo viaggio occorre un buon sacco a pelo, perché di notte può far freddo. Siccome molte ditte sono poco serie nell’autocertificazione delle temperature, non è quello il metro per valutare un sacco a pelo. Non credete a chi vi dice che con un sacco a pelo di 500 grammi si può star caldi! Il peso del sacco a pelo è direttamente proporzionale al suo potere calorico! Si consiglia caldamente un sacco a pelo in piumino, con percentuale di piumino almeno 80/20 (e con il cuin 500). Valutare attentamente il peso del piumino interno, è l’altra variabile fondamentale: consigliamo almeno 500 g di piumino (che corrisponde a un peso totale di 1,2 kg), meglio ancora se 600 g di piumino.
I materiali sintetici sono a oggi meno caldi e affidabili del piumino, se per motivi etici li preferite, ogni ditta ne produce alcuni modelli. Preferite marche di livello alto, ditte specializzate in attrezzatura per alpinisti. Se volete consigli anche sui nomi delle marche, ecco una pagina di Luca Gianotti dedicata ai consigli. Se avete dei dubbi telefonate o scrivete alla guida per un consiglio.

Gli zaini dovranno contenere solo l’indispensabile necessario a un itinerario in autonomia, in cui si usa solo l’essenziale; ciononostante, compresi i viveri, avranno un peso superiore ai 15 kg, perciò è particolarmente importante evitare di portare con sé qualsiasi oggetto superfluo. Chi si presenterà con peso eccessivo dovrà eliminarne una parte per non compromettere la riuscita del viaggio.

I cellulari dovranno essere rigorosamente spenti durante tutta la giornata di cammino. Si sottolinea inoltre che in molte aree attraversate dal cammino non ci sarà campo, anche per più giorni.

Come preparazione particolare all’approccio di questo viaggio, consigliamo la lettura del libro La vocazione di perdersi di Franco Michieli (Ediciclo 2015).

Alimentazione: chi è vegetariano/vegano o chi ha particolari necessità alimentari lo comunichi per tempo, cioè al momento dell’iscrizione.

Iscrizioni: dopo aver ricevuto conferma dalla segreteria sulla disponibilità e l’avvenuta iscrizione, inviare 190 euro (+ 20 euro se non avete la tessera per il 2020).

Pagamento: tramite c/c bancario Banca Etica, IBAN: IT46B0501812101000011354545, intestato a Compagnia dei Cammini, specificando nella causale del bonifico Nome Cognome – 025 Esplorazioni in Scozia 4 – Ebridi esterne. Il saldo di 140 euro deve essere versato entro il 04-04-2020. Se richiesto dalla segreteria sarà necessario consegnare alla guida la ricevuta di pagamento delle quote.

I nostri gruppi hanno mediamente una composizione tra gli 8 e i 15 partecipanti. I viaggi di Velatrek invece tra i 6 e gli 8 mediamente. La partenza del viaggio sarà confermata al raggiungimento di un numero minimo di partecipanti.

Assicurazioni e condizioni: leggi più informazioni sulle polizze assicurative e le condizioni viaggio.

I nostri cammini si svolgono in conformità alle norme covid-19, rispettano le disposizioni che ogni struttura ricettiva ha adottato, e ovviamente il buon senso, sempre e comunque.

Consigliamo di lasciare a casa il telefono cellulare. Offriamo ai partecipanti ai viaggi il lusso di essere irreperibili per alcuni giorni. Nella nostra quotidianità infatti è impossibile esserlo, e il viaggio invece ci può regalare un momento solo per noi, nel nostro qui e ora. Se avete la necessità di avere il telefono cellulare con voi sappiate che però durante i Cammini della Compagnia si può tenerlo acceso solo alla sera dopo ogni tappa e al mattino prima di partire. Mai durante il cammino, comprese le soste. Se volete lasciare a casa il telefono, sempre incontreremo quelli pubblici e quello della guida sarà a vostra disposizione in casi di emergenza. Il Cammino è un cammino di gruppo e del qui e ora, il cellulare, l’I-pod e oggetti simili non permettono di godere a pieno dell’esperienza di cammino che come Compagnia dei Cammini proponiamo.

Consigliamo ai camminatori la lettura del libro L’arte del camminare di Luca Gianotti (Ediciclo 2011), che contiene tanti utili suggerimenti sia pratici che psicologici per affrontare preparati i nostri cammini. E consigliamo anche la lettura del libro Alzati e cammina di Luigi Nacci (Ediciclo 2014) per trovare la motivazione interiore a mettersi in cammino.