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Esplorazioni sulle Dolomiti 3

L’Alta Via n. 1 delle Dolomiti, che collega il Lago di Braies a nord con Belluno a sud, è tra i cammini più affascinanti e spettacolari dell’arco alpino. L’esploratore e scrittore Franco Michieli, profondo conoscitore dei luoghi, frequentati fin dall’infanzia, propone una riscoperta esplorativa e poetica di parte del tracciato, in una versione più avventurosa rispetto alle edizioni degli scorsi anni. Alle deviazioni dai sentieri segnati e all’orientamento senza tecnologie si aggiungerà il pernottamento in tenda in siti isolati e poco frequentati dell’area. Un’immersione giorno e notte nelle atmosfere dolomitiche, sempre alla ricerca di vie naturali e di meraviglie nascoste fra Moiazza, Civetta, Pelmo, Croda Da Lago, Cinque Torri e Tofane. Con qualche pasto a metà giornata presso rifugi alpini.

Lungo l’Alta Via n. 1 Franco Michieli è cresciuto, frequentandola fin da bambino e muovendovi i suoi primi passi. La nonna era di Agordo e tra i suoi antenati figura Cesare Tomè, uno dei pionieri dell’esplorazione delle Dolomiti. Mantenendo vivo questo spirito, Michieli condivide il cammino lungo uno dei tratti più affascinanti dell’Alta Via n. 1 – da Agordo fino ai monti circostanti la conca di Cortina d’Ampezzo, in provincia di Belluno, attraverso diversi gruppi dolomitici inclusi nel Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco – andando alla scoperta di vie alternative che rispetto al percorso base regalano visioni più ampie e originali di boschi, pascoli, radure nascoste, stupefacenti formazioni rocciose, “deserti” calcarei, versanti sconfinati di ghiaie e morene, immense pareti e torri, e segni della presenza umana, anche antica. Condizioni meteo permettendo, si potranno salire alcune cime, quali la Lastia di Framont, il Montalto di Pelsa, il Col Rean, il Monte Mondeval, i Lastoni di Formin e altre. La ricerca del percorso – anche fuori sentiero e quindi anche su terreno relativamente impervio – sarà condivisa con i compagni di cammino: non si seguirà una via precostituita, ma ci si soffermerà spesso a osservare e interpretare il territorio per prendere coscienza delle sue forme e della sua logica, scegliendo su questa base le vie da intraprendere per arrivare entro sera a un sito adatto per accamparsi. Possibilmente si sceglieranno per il campo radure distanti da sentieri, rifugi e malghe e prossime a fonti d’acqua, tuttavia a volte potrà essere necessario rifornirsi d’acqua con qualche ora di anticipo sulla sera. In questi siti si monteranno le tende verso l’ora del tramonto per poi smontarle all’alba: il pernottamento assumerà la forma detta “bivacco alpinistico”, in cui la tenda sta montata solo il tempo necessario per passare la notte; in caso di tempo stabile e sereno si potranno sperimentare notti sotto le stelle col solo sacco a pelo. I pasti saranno al sacco, con possibilità di cucinare sui fornelli a cena e a colazione presso il campo, ma con libertà di scegliere di non portare il fornello e mangiare cibi sobri e freddi. In compenso, nel corso delle tappe, quando si passerà da rifugi gestiti verso metà giornata, si consumerà qualche pranzo o merenda al rifugio, integrando piacevolmente i viveri portati nello zaino.

Durante il cammino non si utilizzeranno cartine o strumenti tecnologici per l’orientamento, e nemmeno l’orologio: si imparerà invece a utilizzare ogni elemento ed evento naturale come riferimento per orientarsi e per mantenere la coscienza del divenire della giornata, tecniche lungamente sperimentate da Michieli durante le sue traversate di terre selvagge. Il percorso è perciò da intendere come flessibile, variabile e adattabile alle circostanze e agli stimoli che nasceranno durante il viaggio, tanto che alcune tappe potrebbero risultare molto diverse da come ipotizzato in partenza; anche le località di pernottamento potrebbero cambiare; tutto ciò senza modificare lo spirito del cammino e l’intento di immergersi nel divenire naturale delle Dolomiti, che è la vera meta del viaggio.

Come scrittore, Michieli inviterà anche alla lettura poetica della natura dolomitica, proponendo soste con riflessioni e qualche brano letterario scelto, per esempio dai testi di Dino Buzzati oltre che dai propri, tra cui l’ultimo libro intitolato L’abbraccio selvatico delle Alpi (Ponte alle Grazie – Club Alpino Italiano) che racconta della traversata delle Alpi da Ventimiglia a Trieste compiuta da Franco a 19 anni, subito dopo l’esame di maturità; l’esperienza si caratterizza quindi come “cammino d’autore”, dove l’interpretazione e la comprensione si rivelano più importanti del semplice portare a termine le tappe. Si consiglia di portare con sé un quadernetto per appunti.

Si precisa che questo cammino è probabilmente il più impegnativo tra quelli confermati dalla Compagnia dei Cammini nel 2020. Adatto a persone esperte e allenate.

Programma

Domenica 23

Agordo (611 m) – area del Framont (1.800 m circa). 7-8 ore, 1.400 m in salita, 100 m in discesa

Lunedì 24

Area del Framont – Van delle Sasse (2.420 m) o dintorni. 8 ore, 1.500 m in salita, 900 m in discesa, variabili secondo le divagazioni scelte

Martedì 25

Van delle Sasse – Sella di Pelsa (1.950 m). 7-8 ore, 500 m in salita, 1.000 m in discesa

Mercoledì 26

Sella di Pelsa – Val Civetta (2.000 m circa). 8 ore, 1.100-1.200 m in salita, 1.050-1.150 m in discesa

Giovedì 27

Val Civetta – ai piedi del Pelmo (1.900 m circa). 7-8 ore, 1.000 m in salita, 1.100 m in discesa

Venerdì 28

Ai piedi del Pelmo – boschi attorno alla strada Passo Giau versante Ampezzo (1.800 m). 8 ore, 600-1.200 m in salita, 700-1.300 m in discesa, variabili secondo le divagazioni scelte

Sabato 29

Boschi – Passo Falzarego (2.015 m). 7-8 ore, 800-1.500 m in salita, 600-1.300 m in discesa, variabili secondo le divagazioni scelte

Altre informazioni utili

Tipo di viaggio: itinerante con zaino pesante e tenda

Si richiede di compiere diverse escursioni di allenamento con dislivelli in salita di mille metri e oltre, con zaino da 15 kg, durante i due mesi che precedono la partenza.

Difficoltà tecniche: forti dislivelli, tratti impervi fuori sentiero, terreni scivolosi, passaggi facili ma a volte esposti, roccette e ghiaioni di pietre instabili.
Notti: in tenda in luoghi isolati in montagna. Necessario buon sacco a pelo con temperatura comfort di almeno -6° C.

Ritrovo: ad Agordo (BL) domenica 23 agosto, ore 9.30. Per chi si muove con i mezzi pubblici è consigliabile arrivare nelle vicinanze già sabato 22 agosto. Si arriva nei pressi di Belluno con l’autostrada A27 Venezia-Belluno o con la superstrada Bassano-Primolano-Feltre, proseguendo per Agordo. Chi viaggia con mezzi pubblici può raggiungere in treno Belluno o Sedico Bribano, trovando coincidenza bus per Agordo (vedi sotto altri dettagli).
Rientro: dal Passo Falzarego o da altra località vicina della Conca d’Ampezzo dalle ore 15 circa di sabato 29 agosto in poi, bus per Agordo e Belluno ore 16. Se non verranno ripristinate le corse di bus pubblici si provvederà al noleggio di un minibus con autista per rientrare fino ad Agordo. L’incertezza riguardo alla situazione mezzi pubblici consiglia per ora di mantenere una certa flessibilità rispetto alle previsioni degli orari di rientro.
Come arrivare al luogo di ritrovo: in treno si può viaggiare sulla linea Padova o Venezia – Belluno – Calalzo, fermandosi a Belluno e trovando coincidenza in bus per Agordo. Si consiglia di verificare in anticipo che gli orari degli autobus Belluno – Agordo (azienda Dolomitibus) abbiano coincidenze comode rispetto ai propri orari ferroviari. Tuttavia al momento la società Dolomitibus ha cancellato i bus operanti il sabato e la domenica a causa dell’emergenza coronavirus; in attesa di aggiornamenti sulla situazione, sono consigliati accordi fra partecipanti per condividere il viaggio in auto almeno da Belluno ad Agordo.

Cosa portare: scarponi da trekking collaudati e alti alla caviglia (consigliati di pelle), abbigliamento comodo per camminare, si consiglia lana merinos per calze e magliette, zaino ergonomico da 60 litri o più. Tenda leggera, con materassino gonfiabile leggero o stuoia, sacco a pelo di qualità con temperatura comfort almeno -6° C. Si raccomanda di eliminare qualsiasi oggetto superfluo. Alla richiesta di perfezionamento della prenotazione, riceverete l’elenco delle cose da mettere nello zaino.

Si rimarca che in questo viaggio occorre un buon sacco a pelo, perché di notte può far freddo. Siccome molte ditte sono poco serie nell’autocertificazione delle temperature, non basta quanto indicato in etichetta per valutare un sacco a pelo. Non credete a chi vi dice che con un sacco a pelo di 500 grammi si può star caldi! Il peso del sacco a pelo è direttamente proporzionale al suo potere calorico! Si consiglia vivamente un sacco a pelo in piumino, con percentuale di piumino almeno 80/20 (e con il cuin 500). Valutare attentamente il peso del piumino interno, è l’altra variabile fondamentale: consigliamo almeno 500 g di piumino (che corrisponde a un peso totale di 1,2 kg), meglio ancora se 600 g di piumino.
I materiali sintetici sono a oggi meno caldi e affidabili del piumino, se per motivi etici li preferite, ogni ditta ne produce alcuni modelli. Preferite marche di livello alto, ditte specializzate in attrezzatura per alpinisti. Se volete consigli anche sui nomi delle marche, ecco una pagina di Luca Gianotti dedicata ai consigli. Se avete dei dubbi telefonate o scrivete alla guida per un consiglio.

Per questo specifico viaggio si possono leggere:

  • L’abbraccio selvatico delle Alpi di Franco Michieli (Ponte alle Grazie – Club Alpino Italiano 2020)
  • La vocazione di perdersi di Franco Michieli (Ediciclo 2015)

Potete anche leggere:

Alimentazione: chi è vegetariano/vegano o chi ha particolari necessità alimentari lo comunichi per tempo, cioè al momento dell’iscrizione.

Iscrizioni: dopo aver ricevuto conferma dalla segreteria sulla disponibilità e l’avvenuta iscrizione, inviare 240 euro (+ 20 euro se non avete la tessera per il 2020).

Pagamento: tramite c/c bancario Banca Etica, IBAN: IT46B0501812101000011354545, intestato a Compagnia dei Cammini, specificando nella causale del bonifico Nome Cognome – 155 Esplorazioni sulle Dolomiti 3. Se richiesto dalla segreteria sarà necessario consegnare alla guida la ricevuta di pagamento delle quote.

I nostri gruppi hanno mediamente una composizione tra gli 8 e i 15 partecipanti. I viaggi di Velatrek invece tra i 6 e gli 8 mediamente. La partenza del viaggio sarà confermata al raggiungimento di un numero minimo di partecipanti.

Assicurazioni e condizioni: leggi più informazioni sulle polizze assicurative e le condizioni viaggio.

Consigliamo di lasciare a casa il telefono cellulare. Offriamo ai partecipanti ai viaggi il lusso di essere irreperibili per alcuni giorni. Nella nostra quotidianità infatti è impossibile esserlo, e il viaggio invece ci può regalare un momento solo per noi, nel nostro qui e ora. Se avete la necessità di avere il telefono cellulare con voi sappiate che però durante i Cammini della Compagnia si può tenerlo acceso solo alla sera dopo ogni tappa e al mattino prima di partire. Mai durante il cammino, comprese le soste. Se volete lasciare a casa il telefono, sempre incontreremo quelli pubblici e quello della guida sarà a vostra disposizione in casi di emergenza. Il Cammino è un cammino di gruppo e del qui e ora, il cellulare, l’I-pod e oggetti simili non permettono di godere a pieno dell’esperienza di cammino che come Compagnia dei Cammini proponiamo.

Consigliamo ai camminatori la lettura del libro L’arte del camminare di Luca Gianotti (Ediciclo 2011), che contiene tanti utili suggerimenti sia pratici che psicologici per affrontare preparati i nostri cammini. E consigliamo anche la lettura del libro Alzati e cammina di Luigi Nacci (Ediciclo 2014) per trovare la motivazione interiore a mettersi in cammino.