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Esplorazioni sulle Dolomiti 4

Un viaggio in quota sui monti fra le Province di Belluno e Trento: dalle Dolomiti Feltrine, selvaggio avamposto meridionale dei Monti Pallidi, ci si inoltra con approccio esplorativo verso nord, attraverso le Pale di San Martino e di San Lucano, fino alla Marmolada, in tenda e in autosufficienza. Un itinerario incerto, dove è possibile perdersi per i vasti altopiani calcarei e ritrovarsi nel succedersi di creste e valloni che danno il senso della direzione. L’esploratore e scrittore Franco Michieli condivide un’esperienza di immersione nella natura e di orientamento senza tecnologie.
Tra le Dolomiti Bellunesi, Franco è cresciuto, frequentandole fin da bambino e muovendovi i suoi primi passi. La nonna era di Agordo e tra i suoi antenati figura Cesare Tomè, uno dei pionieri dell’esplorazione delle Dolomiti. Mantenendo vivo questo spirito, dopo diverse edizioni di Cammini in prossimità dell’Alta Via n. 1, tra Civetta, Pelmo e Tofane, quest’anno propone di spostare i passi sui gruppi dolomitici che si trovano a ovest della Conca Agordina; alture caratterizzate da altopiani carsici solitari e vasti, primo fra tutti l’Altopiano delle Pale di San Martino, situato a una quota di oltre 2.500 metri, orizzonte pietroso che probabilmente ispirò a Dino Buzzati Il deserto dei Tartari. Ma spazi elevati di minore ampiezza, con caratteristiche e fascino simili, si trovano anche tra le Buse delle Dolomiti Feltrine e alla sommità delle Pale di San Lucano. Sia sopra, sia sotto queste estensioni ondulate si innalzano e si inabissano pareti vertiginose, alcune in forma di torri, che delimitano i percorsi possibili o fanno da riferimento emergendo nel cielo. In direzione della conclusione del viaggio spicca un’ultima parete, una delle più grandi delle Dolomiti, che è la muraglia meridionale della Marmolada, elevata di traverso al cammino, sotto a cui viene spontaneo fermarsi.
Tra un gruppo e l’altro, valli e selle a quote minori accolgono in altri ambienti: boschi di conifere, pascoli con malghe e qualche villaggio, dove sarà possibile integrare i viveri.
Condizioni meteo permettendo, si potranno salire alcune cime, da individuare giorno per giorno.
Il cammino attraversa gruppi montuosi inseriti nel Patrimonio mondiale dell’Unesco e due importanti aree protette: il Parco nazionale delle Dolomiti Bellunesi e il Parco naturale Paneveggio – Pale di San Martino – Lagorai.

In questi ambienti, la ricerca del percorso – anche fuori sentiero e quindi anche su terreno relativamente impervio – sarà condivisa con i compagni di cammino: non si seguirà una via precostituita, ma ci si soffermerà spesso a osservare e interpretare il territorio per prendere coscienza delle sue forme e della sua logica, analizzando le possibili vie alternative e scegliendo su questa base il da farsi per arrivare entro sera a un sito adatto al campo. Possibilmente si sceglieranno per la notte radure distanti da sentieri, rifugi e malghe e prossime a fonti d’acqua, tuttavia a volte potrà essere necessario rifornirsi d’acqua con qualche ora di anticipo sulla sera. Non si può escludere che capiti di doversi accampare sulla neve. Le tende saranno montate verso l’ora del tramonto per poi essere smontate all’alba: il pernottamento assumerà la forma detta “bivacco alpinistico”, in cui la tenda sta montata solo il tempo necessario per passare la notte; in caso di tempo stabile e sereno si potranno sperimentare notti sotto le stelle col solo sacco a pelo. I pasti saranno al sacco, con possibilità di cucinare sui fornelli a cena e a colazione presso il campo. Non si può escludere che nel corso delle tappe, se si passasse da rifugi gestiti verso metà giornata, si possa consumare qualche pranzo o merenda al rifugio; l’approccio del viaggio resta comunque quello dell’autosufficienza.
Durante il cammino non si utilizzeranno cartine o strumenti tecnologici per l’orientamento, e nemmeno l’orologio: si imparerà invece a utilizzare ogni elemento ed evento naturale come riferimento per orientarsi e per mantenere la coscienza del divenire della giornata, tecniche lungamente sperimentate da Michieli durante le sue traversate di terre selvagge. L’itinerario è perciò da intendere come una forma di ricerca: non solo flessibile e variabile, ma esplicitamente incerto prima della partenza, adattabile alle circostanze e agli stimoli che nasceranno durante il viaggio; i dettagli del percorso saranno rivelati via via dalle stesse montagne e per la scelta delle località di pernottamento vale lo stesso principio. Ciò che resta costante è invece lo spirito esplorativo del Cammino e l’intento di immergersi nel divenire naturale delle Dolomiti, vera meta del viaggio.

Come scrittore, Michieli inviterà anche alla lettura poetica della natura dolomitica, proponendo soste con riflessioni e qualche brano letterario scelto, fra l’altro da Il deserto dei Tartari di Dino Buzzati, oltre che da testi di altri autori e dai propri, tra cui l’ultimo libro intitolato L’abbraccio selvatico delle Alpi (Ponte alle Grazie – Club Alpino Italiano) che racconta della traversata delle Alpi da Ventimiglia a Trieste compiuta da Franco a 19 anni. L’esperienza si caratterizza quindi come “cammino d’autore”, dove l’interpretazione e la comprensione si rivelano più importanti del semplice portare a termine le tappe. Si consiglia di portare con sé un quadernetto per appunti.

Si precisa che questo cammino è uno dei più impegnativi tra quelli confermati dalla Compagnia dei Cammini nel 2021. Adatto a persone esperte e allenate.

Programma

Domenica 22

Ritrovo a Feltre (BL) ore 8.40, trasferimento con auto dei partecipanti o con minibus privato al punto di partenza, ai piedi delle Dolomiti Feltrine. Prima di sera si punta a scavalcare il crinale principale della piccola catena montuosa per accamparsi a nord, 8 ore di cammino

Lunedì 23

Si supera il solco del Passo Cereda e ci si porta presso i versanti meridionali delle Pale di San Martino, 8 ore di cammino

Martedì 24

Ci si inoltra tra le Pale di San Martino, con eventuali diversioni esplorative, 8 ore di cammino

Mercoledì 25

Esplorazione dell’Altopiano delle Pale di San Martino portandosi infine a nord del grande spazio ondulato, 8 ore di cammino

Giovedì 26

Cammino dalle Pale di San Martino ai ripiani sommitali delle Pale di San Lucano, 8 ore di cammino

Venerdì 27

Attraversamento del gruppo della Cima Pape o Sanson, discesa nella Valle del Biois con rifornimento in uno dei villaggi e risalita verso la catena che si diparte a est da Cima dell’Uomo, 8 ore di cammino

Sabato 28

Percorso a cavallo della Catena dell’Auta, che si diparte a est da Cima dell’Uomo, 8 ore di cammino

Domenica 29

Passaggio per il Gruppo di Ombretta e discesa ai piedi della Parete sud della Marmolada, completando il cammino a Malga Ciapela, 6 ore di cammino. Alle ore 15 circa, minibus per Agordo e Feltre

Nota: Per ogni tappa si prevede in media un dislivello in salita di almeno 1.000 m, e di altrettanti in discesa; singole tappe potranno però presentare dislivelli maggiori

Altre informazioni utili

Si richiede di compiere diverse escursioni di allenamento con dislivelli in salita di mille metri e oltre, con zaino da 15 kg, durante le settimane che precedono la partenza.

Difficoltà tecniche: forti dislivelli, tratti impervi fuori sentiero, terreni scivolosi, passaggi facili ma a volte esposti, roccette e ghiaioni di pietre instabili.
Notti: in tenda in luoghi isolati in montagna. Necessario buon sacco a pelo con temperatura confort di almeno -6° C.

Ritrovo: a Feltre (BL) domenica 22 agosto, ore 8.40. Per chi si muove con i mezzi pubblici è consigliabile arrivare nelle vicinanze già venerdì 18 giugno sera. In auto si arriva a Feltre con la superstrada Bassano-Primolano-Feltre, oppure con l’autostrada A27 Venezia-Belluno fino a quest’ultima città e proseguendo quindi lungo la valle del Piave fino a Feltre. Chi viaggia con mezzi pubblici, da Padova può raggiungere Feltre direttamente in treno (vedi sotto altri dettagli).
Rientro: da Malga Ciapela, in Val Pettorina a monte di Rocca Pietore (BL), o da altra località dell’area se cause di forza maggiore portassero a concludere il cammino in località diversa, dalle ore 15 di domenica 29 agosto in poi. Data la probabile assenza di bus di linea causa l’abrogazione di diverse corse in seguito alla pandemia, si prevede di rientrare a Feltre con minibus appositamente prenotato. Arrivo verso le ore 17.
Come arrivare al luogo di ritrovo: in auto, dalla pianura veneta si può seguire la A27, che si diparte dalla A4 presso Venezia Mestre, fino a Belluno; da qui si prosegue sulla Statale N 50 per Feltre. Oppure da Bassano (VI) si segue la N 47 per Trento fino a Primolano dove si svolta a destra nel tunnel che immette nella N 50 per Feltre. In alternativa si può giungere dal Trentino o dall’Alto Adige superando diversi valichi dolomitici. In treno invece si può viaggiare sulla linea Padova-Feltre, durata del viaggio 1h15 circa; si può anche viaggiare in treno da Padova a Belluno e trovare una coincidenza in bus per Feltre (dolomitibus.it).

Cosa portare: scarponi da trekking collaudati e alti alla caviglia (consigliati di pelle), abbigliamento comodo per camminare, si consiglia lana merinos per calze e magliette, zaino ergonomico da 60 litri o più. Tenda leggera, con materassino gonfiabile leggero o stuoia, sacco a pelo di qualità con temperatura confort almeno -6° C. Si raccomanda di eliminare qualsiasi oggetto superfluo. I cellulari dovranno essere rigorosamente spenti durante tutta la giornata di cammino. Alla richiesta di perfezionamento della prenotazione, riceverete l’elenco delle cose da mettere nello zaino.

Nota sui sacchi a pelo.
In questo viaggio occorre un buon sacco a pelo, perché di notte può far freddo. Siccome molte ditte sono poco serie nell’autocertificazione delle temperature, non è quello il metro per valutare un sacco a pelo. Non credete alle frottole di chi vi dice che con un sacco a pelo di 500 grammi si può star caldi! Il peso del sacco a pelo è direttamente proporzionale al suo potere calorico! Si consiglia caldamente un sacco a pelo in piumino, con percentuale di piumino almeno 80/20. Valutare attentamente il peso del piumino interno, è l’altra variabile fondamentale: consigliamo almeno 500 g di piumino (che corrisponde a un peso totale di 1,2 kg), meglio ancora se 600 g di piumino. I materiali sintetici sono a oggi meno caldi e affidabili del piumino, quindi dovrete avere un peso superiore per avere caldo.
Se volete consigli anche sui nomi delle marche, ecco una pagina di Luca Gianotti dedicata ai consigli.

Potete anche leggere:

Alimentazione: chi è vegetariano/vegano o chi ha particolari necessità alimentari lo comunichi per tempo, cioè al momento dell’iscrizione.

Iscrizioni: dopo aver ricevuto conferma dalla segreteria sulla disponibilità e l’avvenuta iscrizione, inviare 250 euro (+ 20 euro se non avete la tessera per il 2021).

Pagamento: tramite c/c bancario Banca Etica, IBAN: IT46B0501812101000011354545, intestato a Compagnia dei Cammini, specificando nella causale del bonifico Nome Cognome – 383 Esplorazioni sulle Dolomiti 4. Se richiesto dalla segreteria sarà necessario consegnare alla guida la ricevuta di pagamento delle quote.

I nostri gruppi hanno mediamente una composizione tra gli 8 e i 15 partecipanti. I viaggi di Velatrek invece tra i 6 e gli 8 mediamente. La partenza del viaggio sarà confermata al raggiungimento di un numero minimo di partecipanti.

Assicurazioni e condizioni: leggi più informazioni sulle polizze assicurative e le condizioni viaggio.

I nostri cammini si svolgono in conformità alle norme covid-19, rispettano le disposizioni che ogni struttura ricettiva ha adottato, e ovviamente il buon senso, sempre e comunque.

Consigliamo di lasciare a casa il telefono cellulare. Offriamo ai partecipanti ai viaggi il lusso di essere irreperibili per alcuni giorni. Nella nostra quotidianità infatti è impossibile esserlo, e il viaggio invece ci può regalare un momento solo per noi, nel nostro qui e ora. Se avete la necessità di avere il telefono cellulare con voi sappiate che però durante i Cammini della Compagnia si può tenerlo acceso solo alla sera dopo ogni tappa e al mattino prima di partire. Mai durante il cammino, comprese le soste. Se volete lasciare a casa il telefono, sempre incontreremo quelli pubblici e quello della guida sarà a vostra disposizione in casi di emergenza. Il Cammino è un cammino di gruppo e del qui e ora, il cellulare, l’I-pod e oggetti simili non permettono di godere a pieno dell’esperienza di cammino che come Compagnia dei Cammini proponiamo.

Consigliamo ai camminatori la lettura del libro L’arte del camminare di Luca Gianotti (Ediciclo 2011), che contiene tanti utili suggerimenti sia pratici che psicologici per affrontare preparati i nostri cammini. E consigliamo anche la lettura del libro Alzati e cammina di Luigi Nacci (Ediciclo 2014) per trovare la motivazione interiore a mettersi in cammino.