Leonardo Sciascia e Racalmuto
“Tutti amiamo il luogo in cui siamo nati e siamo portati ad esaltarlo. Ma Racalmuto è davvero un paese straordinario. Di Racalmuto amo la vita quotidiana che ha dimensione un po’ folle. La gente è molto intelligente. Tutti sono come personaggi in cerca d’autore.” Leonardo Sciascia
18 Mars 2026
Tra gli ulivi e le colline dell’entroterra agrigentino si erge Racalmuto, piccolo borgo che ha dato i natali a uno dei più grandi intellettuali del Novecento italiano: Leonardo Sciascia. Nato qui nel 1921, lo scrittore ha fatto di questa cittadina il centro pulsante della sua narrazione, trasformandola in un microcosmo attraverso cui indagare le contraddizioni della Sicilia e, per estensione, dell’intera società italiana.
Sciascia non ha mai rinnegato le sue radici. Racalmuto non è stata per lui semplice sfondo scenografico, ma un laboratorio di osservazione sociale e politica. Nelle sue pagine, il paese diventa il luogo dove potere, omertà e ricerca della verità si intrecciano in una danza tanto siciliana quanto universale. Opere come “Le parrocchie di Regalpetra” – dove Regalpetra è proprio Racalmuto sotto mentite spoglie – o “Il giorno della civetta” continuano oggi a parlare con straordinaria attualità di mafie, corruzione e della difficile battaglia per la giustizia.
Il cammino della Magna Via Francigena di Sicilia prevede l’arrivo proprio nella cittadina di Racalmuto, e tramite i volontari dell’Associazione Amici di Leonardo Sciascia, è possibile esplorarne i luoghi iconici.
Come il Teatro Regina Margherita, un piccolo teatro all’italiana trasformato in cinema dove il piccolo Leonardo non mancava mai le proiezioni del sabato e della domenica.
O la Fondazione Leonardo Sciascia, nell’ex centrale elettrica, che custodisce circa 2.000 volumi della biblioteca personale dello scrittore.
Ma anche per le strade, dove ad esempio camminando per il corso, si può incontrare la statua in bronzo dello scrittore mentre passeggia assorto con l’immancabile sigaretta tra le dita. Da non mancare sono i Circoli storici che ancora conservano il fascino di circa un secolo: il Circolo Unione (della Concordia, frequentato dai nobili) sul corso principale, e quello degli Zolfatai e Salinai ai piedi della scalinata di Santa Maria – luoghi di discussione e osservazione sociale che alimentarono la scrittura di Sciascia.
Ma il luogo forse più affascinante di tutti è Casa Sciascia (nella foto un gruppo della Compagnia legge alcune pagine dello scrittore nel salone dell’abitazione), cuore pulsante di questo viaggio letterario. Qui Sciascia iniziò a leggere e a scrivere, in uno studio minuscolo che si affaccia sul paese attraverso una piccola finestra. Oggi la dimora è diventata una casa museo che conserva i mobili originali e migliaia di volumi: un luogo di emozione rara dove lo spazio fisico diventa esperienza dello spirito.
Potremmo concludere dicendo che la forza di Sciascia sta nella capacità di rendere eterno il particolare: raccontando la sua terra, ha saputo fotografare meccanismi di potere e silenzi complici che continuano a caratterizzare molte realtà contemporanee. Per questo le sue opere restano imprescindibili per chiunque voglia comprendere la Sicilia, ieri come oggi. Perché, come scrisse lo stesso Sciascia, “la Sicilia ha il senso del contrario: ride della morte e piange per una nascita”. E Racalmuto è il luogo perfetto per comprendere questa contraddizione vitale.
AVVISO! Segnaliamo che il cammino della Magna Via Francigena del 2026 ha data modificata rispetto a quanto scritto sul calendario stampato. Le nuove date sono dal 6 al 13 giugno 2026.
Graziano Occhipinti
