Verdi giorni romani

Questo 2026 è iniziato assai bene: tra parchi cittadini, riserve naturali e quartieri semiperiferici ho camminato a Roma con Antonella, Biancamaria, Catia, Cinzia, Danilo, Erminia, Giovanna, Graziella, Judith, Loretana, Maria Donata, Mauro, Odette, Patrizia. Roberto. È stata la prima volta, per me, condurre questo cammino e l’occasione di farlo nella città dove sono nato, cresciuto e in cui ho vissuto per 42 anni è stata una grande emozione ma anche un grande impegno perché Roma attira come una sirena, è una città attrattiva ad ogni angolo e, proprio per questo, può essere dispersiva.

Mauro Agliata
9 Mars 2026

Mantenuta la barra a dritta ce la siamo goduta ad ogni passo percorrendo sia grandi distese verdi come il Parco degli Acquedotti, il Parco dell’Appia Antica, Monte Mario e il Parco della Caffarella, sia vie di quartieri dove scorreva la normale quotidianità talvolta impreziosita, come al Quadraro, da raffinati murales di street-art e storie di attiva resistenza. È stata una settimana in cui il meteo prevedeva pioggia e invece, come spesso accade, ce la siamo cavata con qualche goccia non fastidiosa: ma giovedì, quel giovedì, al mattino è scesa una quantità d’acqua di quelle che “non credo ai miei occhi!!” tanto era l’impeto e la forza con cui schiaffeggiava tutto ciò che incontrava. E allora, come spesso succede, è scattato il piano B in attesa di un previsto pomeriggio asciutto: attendiamo in struttura che la pioggia diminuisca e poi ci spostiamo rapidamente al non preventivato ma vicino museo della Centrale di Montemartini, un mix imperdibile tra una sontuosa archeologia post-industriale ed una raffinata esposizione di statue antiche e mosaici finemente illuminati. E dopo pranzo, una bella camminata (oltre 10 km) nella labirintica Garbatella, tra i lotti di edilizia popolare, giardini, street-art, luoghi e storie che solo a piedi si possono gustare. L’attraversamento della trafficatissima Cristoforo Colombo ci ha portato poi a Tor Marancia dove, con occhi stupiti, ci siamo goduti quello che può essere considerato il primo museo “condominiale” al mondo, un insieme di palazzi che hanno ceduto alcune facciate a giganteschi e colorati murales di pregevole fattura.
Di momenti belli ne abbiamo vissuti molti ma c’è stato un momento magico e silenzioso (strano per Roma) che terremo tutti nel cuore: arrivati quasi alla fine della Valle dell’Aniene, prima di prendere la metropolitana con gli scarponi infangati e la stanchezza che faceva capolino, una lama di sole pomeridiano si posa su un’alta siepe selvaggia di alberi di mimosa in fiore che si accendono. Bagliore Giallo!! e inaspettato… ’na meraviglia!!
Mauro