Mongolia: progetto di solidarietà

Obiettivi raggiunti con il contributo di solidarietà nei viaggi in Mongolia

Periodo viaggio Numero partecipanti Contributo totale Finalità del contributo

25 giugno – 7 luglio 2019


11

€ 500,00


(Tkr. 1.500.000)

Acquisto materiale didattico, incluso grembiule e cartella, per 30 bambini di famiglie nomadi meno abbienti che vivono nella valle della regione dell’Uvs, la cui pertinenza scolastica sta al villaggio di Tarialan che mette loro a disposizione le strutture dormitorio necessarie a ospitare tutti quei bambini le cui famiglie sono stanziali nella valle durante l’inverno.

23 luglio – 4 agosto 2019


13

€ 500,00


(Tkr. 1.500.000)

Sostegno a 30 abitanti del villaggio di Tarialan portatori di disabilità o invalidità, che richiedono farmaci spesso costosi o che devono essere spediti dalla capitale. Uno sguardo anche alla popolazone anziana che, rimanendo vedova e senza figli, ha perso autosufficienza.

23 luglio – 7 agosto 2022


14

€ 683,00


(Tkr. 2.180.000)

Sostegno al piccolo ospedale del villaggio di Tarialan. Abbiamo portato due stetoscopi, un doppler fetale, un misuratore di pressione, aghi cannula, garze e bende, e vari altri farmaci e prodotti medicali.

7 luglio – 6 agosto 2023


28

(2 gruppi)

€ 1114,00


(Tkr. 3.900.000)

Sostegno al nuovo asilo per l'infanzia del villaggio di Tarialan. Abbiamo portato materiale didattico e giocattoli vari utili ai bambini più piccoli. Come per le scuole primarie, anche per questi il villaggio di Tarialan mette a disposizione apposite strutture dormitorio necessarie a ospitare tutti quei bambini le cui famiglie vivono stanziali nelle valli circostanti durante l’inverno.
Redazione CdC
4 ottobre 2023
Lettera di ringraziamento ufficiale

Contesto del progetto

Si potrebbe pensare che siano gli stati di necessità a imporre ai mongoli una vita nomade, ma non è così, visto che un mongolo può vivere a lungo in città restando nel cuore sempre un nomade. Essere nomade è per queste genti una sorta di viaggio che dura per tutta la vita e orbita intorno a due elementi essenziali: la Gher, la loro tenda, e il bestiame. La Gher è l’abitazione principale per le popolazioni nomadi e permette loro di spostarsi in base alle stagioni o la necessità di pascoli per il bestiame, principale ricchezza in quanto fornisce carne (maggior sostegno nutrizionale), latte, combustibile (lo sterco sostituisce il pochissimo legname) e mezzo di trasporto (il cavallo e il cammello).
Elementi come il clima e le altre forze della natura risultano quindi determinanti per la sopravvivenza del popolo nomade, tanto è vero che il grande rispetto, ereditato dallo sciamanesimo, che questi popoli hanno per la terra e per la natura è riscontrabile nel fatto che arrecare danni a queste sia considerato sacrilegio.

Nella vita di una famiglia nomade ognuno ha il suo ruolo: le donne sono responsabili dell’organizzazione delle attività domestiche, come la vendita delle pecore, il baratto di riso e farina, gestire i soldi della famiglia. Gli uomini sono invece impegnati a prendersi cura del bestiame, di tutte le riparazioni e di raggiungere i mercati. E i bambini? Anche loro, a seconda che siano di sesso femminile o maschile, affiancano le attività familiari, soprattutto durante l’estate, quando le famiglie si spostano per la transumanza. Con l’avanzare delle stagioni fredde il bestiame viene portato in strutture di legno e fango dove passerà l’inverno e i bambini saranno pronti per cominciare ad andare a scuola, solitamente posta al villaggio più vicino ma che spesso dista ore di cammino, cosa questa che durante i gelidi inverni (le temperature possono scendere fino a -40 °C) non permette ai bambini di spostarsi.

Il governo mongolo sostiene fortemente la scolarizzazione, fornendo gratuitamente ai bimbi, provenienti dalle valli circostanti la scuola, strutture dormitorio dove passare l’inverno (nella foto si vede la scuola del villaggio di Tarialan, in giallo, e le strutture dormitorio sulla destra) oltre alla necessaria assistenza da parte di personale formato.

Non tutti i bimbi sono uguali però; alcune famiglie nomadi sono molto più povere di altre e non sono in grado di occuparsi dell’acquisto del grembiule, della cartella e del materiale che necessita il bambino per la didattica, andandosi a creare così differenze sociali.

Il nostro progetto di solidarietà

Da qui l’idea di un progetto di solidarietà che mira a finanziare piccoli interventi, di immediata attuazione, durante i nostri cammini in questa terra.

Enkhmaa, Shinee e Micha

Attraverso il contributo di solidarietà la Compagnia dei Cammini e le sue guide intendono avviare un modo di viaggiare che, oltre a essere responsabile come sempre si richiede, sia solidalmente attivo nel tessuto umano e ambientale dei luoghi in cui si viaggia.

Gruppo Compagnia dei Cammini davanti alla scuola di Tarialan
Il direttore della scuola di Tarialan
Il piccolo ospedale del villaggio di Tarialan
Gruppo Compagnia dei Cammini e personale dell’ospedale di Tarialan

Obiettivi futuri

Durante i nostri viaggi sarà sempre premura da parte nostra occuparci delle esigenze e dei bisogni dei bambini nomadi che vivono nella valle, ad oggi per la scuola, per il reparto pediatrico del piccolissimo ospedale e il piccolo asilo nido del villaggio di Tarialan. Per il futuro ci siamo accorti che l'ospedale manca di sedia a rotelle.

Cammini organizzati dalla Compagnia dei Cammini