Di ritorno dal Cammino dei Briganti under 40
«C’è una promessa che chi ha già esperienza di cammino fa ai neofiti: il tuo cammino non finisce oggi. Non finisce oggi, che invece di indossare gli scarponi metti i sandali per far riposare i piedi. Non finisce oggi che lasci andare i tuoi compagni di viaggio, con la promessa di rivedersi ancora ma temendo in silenzio di non riuscire a farlo mai più. Non finisce oggi che torni a casa, che trovi l’ordine o il disordine che hai lasciato il giorno prima di partire, quando tutto ti sembrava difficile e la tua decisione di metterti in cammino, una follia. Non finisce oggi, che ti rendi conto invece di avercela fatta, di aver portato a compimento una cosa bella, di essere stata all’altezza delle tue aspettative.
1 September 2026
Perché ormai hai conosciuto luoghi, persone, storie, percorsi; hai incontrato sguardi timidi che si sono fatti confidenti, volti sicuri che si sono fatti più teneri. Hai visto un sorriso nascere o morire sul volto di qualcuno che, se non fosse stato per questo cammino, non avresti mai incontrato. Da ciò che hai visto sei stato ispirato: a cambiare vita o a viverla diversamente, a lavorare su un aspetto del tuo carattere, a rivalutare le tue abitudini e le tue sicurezze, a riflettere su ciò che ami e che tieni troppo lontano, e su ciò che odi, e che tieni troppo vicino.
Un sentiero di montagna ti ha istruito alla bellezza, quella che non sempre vedi stendersi su paesaggi meravigliosi, ma che qualche volta devi immaginarti nascosta dietro chilometri di alberi e di rami; ti ha insegnato la soddisfazione della fatica e l’importanza del dubbio, che ti fa provare la paura di aver sbagliato strada ma anche il sollievo di poter tornare indietro, cambiare direzione, ricominciare sulla tua via.
Un piccolo paese ti ha insegnato la calma e la resistenza, e i suoi abitanti ti hanno insegnato la nostalgia e il ritorno, l’affetto e le radici. Il sorriso stanco di un vecchio, che ha visto passare tanti camminatori prima di te, ti ha insegnato la pazienza di guardarsi anche se si è già incontrato tanti volti, così che un sorriso accennato diventa un atto di fiducia verso chi ti circonda e che, come te, esiste, con la sua storia di cui stai per conoscere una parte, o di cui non saprai mai niente.
Il bisogno di silenzio e di solitudine che ti può cogliere anche mentre cammini con gli altri, ti ha insegnato che prima di cercare l’altro devi accettare e conoscere te stesso, fare pace con chi sei e con quello che hai vissuto, cercare instancabilmente di perdonarti e di perdonare. E se mentre cammini un dolore lontano ritorna, non lo fa per guastare l’equilibrio del tuo percorso, ma perché ha ancora qualcosa da dirti, perché c’è bisogno che tu te ne prenda cura ancora, o che inizi a farlo davvero.
Il bisogno di stare con l’altro, invece, ti ha fatto capire che sei in grado di amare e di vedere il bello in chi ti circonda, anche quando non sei pronto a riconoscerlo in te stesso. Che condividere è importante e che devi trovare il tuo modo di farlo, anche se è difficile, anche se è in silenzio. Ti insegna che uno sconosciuto può essere la persona di cui hai bisogno per capire ciò che fino ad ora non avevi capito, che la difficoltà di un compagno può diventare il chilo in più che devi aggiungere al tuo zaino già pesante, e che ti costringe a trovare un nuovo equilibrio nel tuo passo, fino a che non sarà più tuo compito portarlo dietro, e dovrai avere il coraggio di fermarti e di metterlo giù.
Tutto questo lo vivrai intensamente, ma lo capirai dopo, passo dopo passo, lentamente, come quando si percorre una salita. Lo capirai quando il tuo cammino si sarà interrotto senza tuttavia finire, e non potendo, forse, finire davvero mai più.»
Alessia F.