Capri passi e letteratura

Capri è tra quei rari luoghi che per millenni hanno affascinato artisti, letterati, uomini colti o di potere.
Già l’imperatore Tiberio fu rapito dai panorami mozzafiato a picco sul mare e i sentieri immersi nella natura mediterranea, tanto che vi fece costruire ben 12 dimore scegliendo di ritirarvisi negli ultimi anni della sua vita, governando da lì l’impero.

Claudio Ansaloni
18 Marzo 2026

Leggere Capri da un punto di vista diverso, riserva sorprendenti rivelazioni. Sì perché Capri non è solo un’isola di mare: è anche un luogo dove molti autori hanno trovato ispirazione. Ancora oggi è possibile ripercorrere quei sentieri che hanno acceso la loro immaginazione, trasformando una semplice passeggiata in un viaggio letterario.
La passeggiata che conduce al Belvedere di Tragara, con l’albergo disegnato da Le Corbusier e la vista aperta sui Faraglioni, è stata amata da scrittori e viaggiatori di inizio Novecento. Qui si soffermò Pablo Neruda durante il suo soggiorno caprese, e non è difficile riconoscere nelle sue immagini poetiche l’eco di questo panorama limpido e drammatico.
Lungo la costa occidentale, il Sentiero dei Fortini napoleonici attraversa baie e torri d’avvistamento tra mare e macchia mediterranea. È un cammino che evoca le descrizioni più intime di Norman Douglas, autore di Siren Land, la terra delle sirene appunto, che raccontò una Capri ancora primordiale e misteriosa, fatta di scogliere e di odori di erbe spontanee.
I quadri simbolisti e spirituali del pittore utopista Karl Diefenbach, che su Capri visse e morì, dopo aver fondato una comunità teosofica rigorosamente vegetariana e animalista, sono visibili alla Certosa di San Giacomo a pochi passi dai Giardini di Augusto, dove panorami e quiete hanno attirato intellettuali come Rainer Maria Rilke e Curzio Malaparte. La scrittura del romanziere italiano deve molto alla luce di Capri, che ha poi consacrato nella sua villa razionalista aggrappata al Capo Masullo, divenuta oggi simbolo del suo legame con l’isola.
Salire poi verso il Monte Solaro, a piedi dal centro di Anacapri, verso il trecentesco eremo di Cetrella, è una vera ascensione narrativa: qui Axel Munthe trovò l’anima della sua celebre Storia di San Michele, fatta di incontri, animali, rovine e silenzi. Il cammino porta fin sopra le nuvole, proprio come nelle pagine del medico-scrittore svedese.
E orme di tanti, tanti altri; da Lenin al barone Fersen da Gorki a Oscar Wilde, passando per Moravia e La Capria.
Capri, con i suoi sentieri sospesi tra cielo e mare, non è solo un luogo da visitare, ma da leggere passo dopo passo. Ogni cammino racconta una storia: quella del paesaggio e quella degli autori che lo hanno trasformato in letteratura.
Claudio Ansaloni
(dal 22 aprile a Capri con Claudio)