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Interviste

Emiliano tra i silenzi dell’Appennino

Le sue foto in bianco e nero colpiscono. Emiliano Cribari è fotografo e appassionato di cammini. Ha messo in piedi un grande progetto: camminare e fotografare tutto l’Appennino, 900 chilometri lungo la dorsale appenninica che collega l’Emilia Romagna alla Calabria, da Marradi a Paterno Calabro.
Ha terminato da poco il primo tratto, la traversata dell’Appennino tosco-romagnolo, 250 km. Guardate la selezione delle sue foto qui.

Gli abbiamo chiesto: come è andata?

Il viaggio a piedi nella “Romagna Toscana” è stato potente. Selvaggio, per molti aspetti inaspettato. Per chilometri e chilometri non ho trovato nessuno. Spesso neanche un suono, un rimando al lavoro nei boschi, nei campi.
Nulla.
L’uomo è sparito, lassù. Restano i ruderi, le tracce dei sentieri. Che sono quasi tutti da scovare, da riaprire. Il che ha reso l’esperienza eccitante, reale, anche molto impegnativa.

Ho “dormito” in posti assurdi. Ho conosciuto gli stessi silenzi che conoscono i lupi, le vacche.
Fremo, ho voglia di ascoltare altre voci, altri suoni di queste impervie e dolcissime montagne.
In quei giorni ho scritto una poesia:

Sull’Appennino c’è il mare:
lo porta il vento tra gli aghi di pino
quando inizia la primavera.
L’Appennino è un rudere
divorato dai rovi.
Un crinale spellato,
una vetta sbucciata.
Una ruga di rocce,
un corrimano di ginestre odorose.
Un cielo di nuvole irruenti
che colano sui boschi.
L’Appennino è un dubbio,
una risposta che volge al no.
Una cosa storta e barcollante.
Ha monti che si chiamano Tiravento
e Zuccherodante.
E croci senza pellegrini.
L’Appennino è una bottega
chiusa per delusione.

Quale parola in più sul tuo progetto?
Nel suo complesso, il cammino è stato ideato soprattutto per accendere una riflessione sul concetto di Appennino; per questa ragione, sarà data molta importanza anche ai paesi: ai loro silenzi, alla loro precarietà.
Dal momento che amo scrivere e fotografare (entrambe attività che fanno parte del mio tessuto lavorativo), la mia idea è quella di produrre ogni sera un resoconto fotografico, nel mio canale Instagram creato per l’occasione (instagram.com/lacuradegliistanti).
Io fotografo in bianco e nero, con un 28mm.
Amo scrivere, soprattutto in poesia, e cerco di accompagnare ogni portfolio da alcuni versi.

E le prossime tappe del tuo viaggio?
Fra pochi giorni partirò per le “Terre Mutate”, poi - i primi di Agosto - finalmente inizierò il “Cammino dei Briganti”. Non sai da quanto tempo ci penso, a questo cammino.
Ho il libro sulla scrivania da quando è uscito!

Grazie Emiliano, allora aspettiamo le altre puntate del tuo cammino!
(LG)