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Riflessioni

 

I seduti

Nel suo libro Gli sdraiati Michele Serra mette in luce quanto i figli?… i padri?… tutti quanti noi?… stiamo lasciando andare la specie umana e lo stesso pianeta in malora.
Sdraiati perché ci crogioliamo nel nostri presunti benessere e certezze, senza dare peso al disagio profondo che ci attraversa ed alla distruttività di cui ci circondiamo.
Negli ultimi tempi sono impressionato dalla lettura sulla stampa della quantità di studi sempre più accurati di tante università sui danni che porta alla salute la sedentarietà.
Praticamente la stragrande maggioranza di noi passa la sua vita seduto.
Seduti sul posto di lavoro, seduti sul sedile dei mezzi di locomozione, seduti a casa, seduti nell’usare i mezzi di svago tecnologici ecc. ecc.

I seduti.

E per centinaia di migliaia di anni, e fino a pochi decenni fa, l’umanità viveva prevalentemente in posizione eretta e camminando.
Ci sono ricerche che ci avvertono che non è neppure sufficiente la canonica ora di cammino al giorno… ma quanti di noi la fanno?… affinché restiamo decentemente sani. Si sostiene che dovremmo passare molto più tempo in piedi.
Evidentemente è scritto nel codice genetico della nostra specie questo bisogno fondamentale.

Che dire? Che fare?

L’unica cosa sensata che mi viene in mente e che consiglio a tutti quanti noi è di leggere, o rileggere, e meditare, e mettere in pratica, il motto del libro del nostro compagno di cammino e poeta Luigi Nacci

Alzati  e  cammina!


Guido   Ulula alla Luna

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