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In ricordo di Paolino

Nonno Paolino a 94 anni è morto serenamente, a casa sua, sotto la montagna che amava, la Majella, circondato dall’affetto dei suoi cari, senza soffrire, spegnendosi piano piano come una candela. Nonno Paolino è morto come è vissuto. Paolo Sanelli (per tutti Paolino) era uno dei punti forti del viaggio in Majella, che accompagno da decenni, lungo il tratturo magno. Durante i primi giorni leggevo le sue memorie, pubblicate in un libretto intitolato “I miei sogni sono stati tutti sulla Majella” (Menabò edizioni). Chi era con me se lo ricorda di sicuro, di come giorno dopo giorno ci si appassionava alle sue storie di vita, al suo linguaggio (“una bella volta…”). Poi arrivati a quel borgo che è un gioiello, Decontra, sotto il monte Amaro, posati gli zaini, ecco la sorpresa: Paolino era lì, e la sorpresa più grande era che sebbene anziano fosse ancora così curioso, positivo, rideva spesso Paolino, sapeva raccontare storie, e rimaneva sospeso in attesa di approvazione per poi scoppiare in una risata o in un sorriso. Leggendo le sue memorie, ascoltando le sue storie, ci si rende conto della vita dura che facevano le persone umili. Ma quelli che avevano carattere, come Paolino, sapevano apprezzare la vita in quanto tale. Questo deve insegnarci Paolino, che comunque, quando torneremo a Decontra, sarà sempre lì, nelle pietre, nei suoi familiari, nelle storie della Majella, la grande madre alla quale si è ricongiunto.
Un abbraccio caloroso a Marisa e Camillo, e ai figli Viola e Paolo. (LG)

Foto di Emanuela Colombo


Fonte: newsletter il cammino /232