Luigi Nacci poeta viandante

In occasione dell’uscita in libreria del suo nuovo libro per Einaudi, intitolato “Il tempo dei semplici”, ho ripreso in mano la raccolta di poesie di Luigi Nacci, pubblicata nel settembre 2025 e intitolata “Quel che il lampo ha da dirti”. Con l’intenzione di trovare tracce di cammino e di viandanza.

Luca Gianotti
31 Marzo 2026

Luigi Nacci è prima di tutto una persona speciale, che ho imparato a conoscere in quasi 20 anni di frequentazione e amicizia. I suoi viaggi partono sempre da Trieste e dalla bora; le sue poesie raccontano le donne e gli uomini emarginati. Nelle poesie uscirà anche la parte del viandante oltre che quella del poeta? Mi metto in caccia. Il prologo è un inizio potente. Una delle mie parti preferite: “avrai poche cose ma quelle le avrai” e giù gli elenchi spaesanti, di cui Luigi è maestro. Ma ancora niente apparentemente ci parla di cammini. Andiamo avanti. Il cammino appare con la signora del bar Cuatro cantones di Granon, una delle ombre, un incontro. C’è anche nell’altra signora, questa volta cinese, in un bar di Milano, che gli fa pensare “a quanti giorni di cammino per arrivare in Cina”… C’è il cammino negli incontri davanti a un bicchiere, come quelli che fa il viandante… c’è nell’elefante di pezza trovato per terra in mezzo al fango lungo il Cammino in direzione Burgos, “mi fissava come mia madre al ritorno da un viaggio”. La viandanza c’è a Cherso, lungo il sentiero che porta a San Biagio, poi c’è un bell’inno alla viandanza, lo trovate qui sopra nell’immagine, Luigi ci invita a fare il passo più lungo della gamba; altre immagini potenti si susseguono. La mia preferita: “stare a piedi giunti nella partenza”. Il cammino c’è in “entra nel bosco in punta di piedi”, in “non chiedere la via a chi la sa, chiedila a chi la cerca”, in “stai dalla parte dei fragili”, e noi camminatori lo sappiamo quanto siamo fragili.
A pagina 75 un invito a rispettare i sentieri, a rispettare i luoghi, “scegli i sentieri dismessi”, “evita soprattutto di aprire nuove vie”, un grido di dolore per la natura invasa, noi bravi creatori di cammini dovremmo interrogarci…
E qui voglio fermarmi, per non rovinare la sorpresa ai futuri lettori. Ma sappiate che se amate il cammino, se usate il cammino come momento di riflessione interiore, questo libro fa per voi e sarà vostro compagno di viaggio, lo terrete caro nello zaino. (LG)

Luigi Nacci – “Quel che il lampo ha da dirti”, Samuele Editore 2025 – 15 euro