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Recensione: Camminando

Davide Sapienza è giornalista e scrittore, e una o due volte l’anno accompagna gruppi della Compagnia dei Cammini per far vivere alle persone le magie e le emozioni dei luoghi che ama, per esempio la Val d’Ultimo. Sapienza ama la natura, soprattutto la natura del Nord, del grande Nord. Sarà che è cresciuto leggendo Jack London, di cui è uno dei massimi esperti in Italia, grazie a lui stiamo riscoprendo un Jack London adulto e amante della wilderness. Ma soprattutto Sapienza ama la natura nella sua dimensione di selvaggità, in cui l’uomo è poco presente, l’uomo in questa natura ci deve entrare in punta di piedi. Il Canada, l’Alaska, l’Islanda, la Norvegia, la Scozia, ecco il uoghi del suo viaggiare, il luoghi dove osservare i piccoli cambiamenti che fanno dell’incontro con la natura una magia, e osservare i piccoli cambiamenti che avvengono dentro di noi. A questo servono i libri di Davide Sapienza: a guardarsi dentro nel proprio rapporto con la natura selvaggia.

La prima parte di questo libro dedicato al camminare è un diario senza tempo e senza luogo, alla ricerca del luogo di Davide, quel Rubha Hunish che da dieci anni ispira i suoi cammini. Questo luogo che forse è sull’isola di Skye, ma forse è ogni dove.

Leggiamo: “Camminare (ri)dona il respiro naturale; camminare è l’azione che consente di comprendere meglio l’oscurità e i suoi demoni; camminare è la mente che decide di non soccombere all’immensa vastità di tutto ciò che è sbagliato, scegliendo di seguire la traccia di tutto ciò che è giusto. Non è pensando da fermi che ci salveremo la pelle: ma permettendo al corpo di oscillare come un recettore nello spazio, potremo conoscere la pienezza del presente che poi lentamente svanisce e diventa vita”.

Ecco che la poesia si fa gesto morale. E la seconda parte del libro (Camminare è un canto alto) va in quella direzione, perché contiene testi scritti da Sapienza in tempi diversi, dedicati al camminare e ai suoi risvolti etico politici. Come l’articolo sull’Allemansrett, il diritto di ogni uomo a camminare sulla terra, senza limiti dati dalle proprietà private, diritto che fa di paesi come la Svezia e la Norvegia esempi di civiltà e democrazia. O l’articolo L’intelligenza dei piedi, o ancora Camminare. La rivoluzione in due passi in cui raccconta di Thoreau e Barry Lopez (altri due maestri di Sapienza), ma anche del camminare per la città distrutta dell’Aquila, e si sostiene il diritto del wild di essere ciò che è.

Davide Sapienza – “Camminando”, Lubrina 2014 – 12 euro

Fonte: il cammino n. 118

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