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Recensione: Wu Ming 2, “Il Sentiero Luminoso”

È un oggetto narrativo non identificato di grande valore quello che ho appena finito di leggere. Lo dico subito: Il Sentiero Luminoso di Wu Ming 2 (nome di battesimo: Giovanni Cattabriga) è uno dei libri più importanti di quel nuovo genere di opere scritte in cammino che sta avendo così successo in questi ultimi anni. Un libro da non perdere e su cui riflettere, per noi camminanti.
Siamo alla seconda parte del cammino di Wu Ming 2 sulle tracce della TAV, dopo il Sentiero degli dei del 2010, che camminava da Bologna a Firenze, e lo faceva su un sentiero tracciato; ora la viandanza si fa su percorso libero, inventandosi il sentiero, o meglio ridandogli vita e luce, a vecchie vie che erano scomparse nell’ombra e nell’oblio. Ecco il sentiero luminoso, che già dal nome è gesto politico e militante.

Si compone di vari piani, l’approfondimento di Wu Ming 2 nel corso della sua viandanza da Bologna a Milano. Ne riscontro almeno tre principali:

  • Allemansrätt – Una delle due frasi citate nell’esergo è “Camminare è il contrario di possedere”, lo scrisse Rebecca Solnit (presumo nel suo Storia del camminare); e fin dalla prima tappa nella campagna bolognese Wu Ming 2 si trova ostacoli causati dai divieti d’accesso delle proprietà private, per cui comincia ad approfondire l’argomento. È diritto dei proprietari impedire anche il semplice passaggio? È diritto dei viandanti passare sulle proprietà non recintate? Perché i cacciatori hanno questo diritto, e i camminatori senza fucile no? Perché il diritto dei paesi scandinavi stabilisce un concetto di proprietà basato sull’utilizzo, mentre quello italiano anche sull’uso esclusivo? Nei paesi scandinavi si chiama Allemansrätt, che significa “il diritto di ogni persona” e indica il diritto di seguire un sentiero anche quando questo attraversa una proprietà privata. Nel senso che in Svezia o in Norvegia se io non danneggio alcunché, posso passare su un prato privato, e anche piantarci la tenda per una notte. In Italia solo i cacciatori possono farlo, quasi in barba al diritto che riconosce al proprietario il diritto di esclusione (la terra è mia e sono l’unico che può goderne). È questione anche di status symbol, nella cultura nordica c’è più senso di condivisione mentre in quella italica sentirsi unici utilizzatori ci fa sentire più forti e potenti. Argomenti importanti, che Wu Ming 2 approfondisce con cura, anche dal lato giuridico.
  • Secondo tema della sua viandanza è il recupero della memoria del recente passato, le tracce della guerra partigiana, gli omicidi a fine guerra (il Triangolo Rosso) e le lotte dei braccianti nel dopoguerra. Wu Ming 2 va a caccia di cippi commemorativi, molti li trova e altri li manca, ormai persi nelle campagne e quasi dimenticati. Ma soprattutto va a caccia delle storie che ci stanno dietro, contrastando il revisionismo che sta creando tanta confusione, fatto da chi vuole appiattire la storia recente con lo scopo di creare false memorie. Giovanni Wu Ming 2 prova a rimettere un po’ di ordine, e molte volte ci riesce. Tante storie ricostruite con attenzione, tanti morti ammazzati, tanta memoria che rischia di sfumare in un magma qualunquistico. Il lavoro del viandante scrittore è prezioso, perché diventa un lavoro di archivio, da storico.
  • Il terzo tema di approfondimento della viandanza di Giovanni Wu Ming 2 è la distruzione del territorio da parte di grandi opere, a cominciare dalla TAV (e dalla stazione Mediopadana di Calatrava, impensabile arrivarci a piedi!), ma si parla anche di centrali nucleari abbandonate (Caorso), centrali idroelettriche, grandi opere sui fiumi, l’outlet di Fidenza, autostrade in costruzione. E si parla di Expo a Milano e Fico a Bologna, i due luna park gastronomici. Si parla del territorio martoriato, assalito, circondato, stretto in morse di cemento. Di come i soldi siano nemici della nostra terra. È un libro di denuncia questo, non c’è dubbio. Ma c’è un modo di resistere. La scoperta che fa l’autore camminando è che non è vero che la Pianura Padana è perduta, che non è vero che non c’è più confine tra urbanizzazione e campagna, che tutto è cementificato. Non è vero, c’è ancora tanta natura, ci sono golene, ci sono boschi, fiumi e cavedagne, campi o semplici ripe di fossi. La grande intuizione di Wu Ming 2 è che sarebbe un errore dare per persi questi luoghi, considerandoli marginali e non degni di protezione. L’invito è di camminare dappertutto, non solo nelle aree protette. Di non fare come i pellerossa, di non accettare di essere relegati in riserve di natura da considerare le uniche degne di essere camminate, parchi o quant’altro. Dobbiamo camminare anche nella pianura padana, perché i sentieri, i cammini, le viandanze sono resistenze contro chi il territorio lo vuole solo a uso e consumo dello sfruttamento economico. Ecco che i camminatori diventano guerrieri di pace, resistenti grazie ai laro passi. Wu Ming 2 lancia il “sentierismo militante”, e invita tutti a costruire da sé il proprio cammino invece che seguire quello di altri. È quello che diciamo da anni: uscite di casa a piedi e costruitevi il vostro sentiero, verso una meta per voi significativa, ma vivendo il significato di tutti i passi che vi dividono da essa. Chi vi scrive ha fatto questo nel gennaio del 2015, sono uscito di casa in inverno e ho camminato 15 giorni nella neve e sui prati, una viandanza a forma di doppia spirale seguendo le tracce di antiche storie, vi assicuro che ho conosciuto i luoghi in cui vivo in modo molto diverso e ora posso dire di saperne molto di più (il libro che racconta questo cammino è La spirale della memoria, scusate la divagazione autoreferenziale).

Qualche parola sullo stile narrativo di Wu Ming 2, per chi ancora non lo conoscesse (è ora di porvi rimedio!). Ecco cosa questo libro NON è: “Odio i libri d’esplorazione dove il territorio rimane sullo sfondo, mentre l’autore giganteggia in primo piano. Troppi viaggiatori partono solo per sentirsi tornare e lungo il tragitto usano il mondo come specchio per studiarsi le rughe. Per carità, liberissimi. Non sono qui per infangare la travel therapy. Però, gente: mica sono il vostro psicanalista”.

Potete anche ascoltare l’intervista di Luca Gianotti a Wu Ming 2 su Radio Francigena e il dibattito pubblico intitolato Dialogo sulla viandanza tra Wu Ming 2 e Luca Gianotti che si è tenuto al Festival Itacà a Bologna.

Wu Ming 2 – “Il Sentiero Luminoso”, Ediciclo editore 2016 – 18,50 euro

Fonte: recensione di Luca Gianotti, tratta dalla newsletter il cammino /152 Il diritto di ogni uomo

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