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Camminare

 

Un raglio forte e sincero

Voi che l’asino "non so chi è" ma dopo i passi insieme è entrato nelle vostre vite.
"Metti un asino nella tua vita" dice il mio sgangherato amico Bandolero, Renè Pascal arroccato nelle montagne di Rute (Andalusia) dove vive con i suoi cento asini.
Gente strana noi asinari, marinai di un porto verde, illusi pastori di greggi indomite; schietti come il vino rosso che sangue non è ma è pur sempre odore di terra.
Un asino quando ti entra nella vita rimane li. Ti ascolta e c’è sempre anche quando non lo sai.
C’è nell’animo di voi che avete vissuto con loro la meraviglia del perdersi nel tempo che non esiste, nel viaggio dentro voi stessi dove la mappa segnava il sentiero delle scoperte.
Un viaggio con l’asino è un itinerare avvolto di libertà; un andare avanti senza troppi inchini, ma un viandare libero e bello.

Siete stati un poco alla volta tutti asini, siete cresciuti nel concepire il senso della libertà vera e semplice mettendo il sorriso davanti alle difficoltà e la voglia di superarle insieme quelle difficoltà che viste con occhio riverso e cuore diverso sono diventate avventure.
Avete compiuto un passo verso un essere asino.
Questo viaggio è ancora oggi immerso nell’eco che non sfuma dei colori delle crete maceratesi, nell’odore dell’erba alta pestata dal nostro elastico bambino.
È stato un viaggio nel calpestare i lunghi steli tra filari e fossi. Questo viaggio è un sorriso bambino, è un pianto e una risata innocente.
Un piccolo passare avanti nella crescita della vita dove i vostri cuccioli hanno visto che esistono anche colori altri e mondi con sfumature più intense.
È stato un viaggio nell’anima e nel cuore dove le emozioni sono state a portata di basto, e... un mai basta. Un itinere lungo, inverso, dentro noi che siamo diventati strada noi stessi, matrice primordiale di un vagabondare leggiadro verso l’orizzonte di noi stessi, dapprima sconosciuti e poi amici.
Abbiamo avuto gli occhi belli e il viso sereno di chi sa che era al posto giusto.
Siamo stati nave nel verde della terra e baluardi al vento delle nuvole frettolose, portatrici di venti birichini sotto il cielo delle Marche che neanche l’Irlanda l’aveva in questi giorni.
Tavolozza di Mirò era quel cielo sotto il quale ci siamo abbracciati e abbiamo riso e abbiamo pianto e abbiamo fatto uscire le nostre reticenze per lasciare spazio al parcheggiar delle emozioni.
È stato un viaggio che ci ha trasformati.
Un viaggio nel sapore delle Marche sincere di quelle lande più vere di quel vino guascone sempre presente, vino sapiente dispensatore di parole e di abbracci di momenti di intrecci.
Ci sono parole che volano tra nubi di pensieri, ci sono parole che si alzano ai venti delle polveri sottili di una terra secca, oppure bagnate dalla pioggia disturbante.
Ma tutte queste parole convergono in un GRAZIE

Grazie ai genitori che hanno portato i loro bimbi
Grazie ai bimbi... che hanno portato i loro genitori
Grazie a:
- la musica e l’anima di Luciano note intonate di succo melodico come un miele degli dei nei cieli dell’Olimpo e alla sua ecletticità di paggio di strada
- le foto di Massimo che quando le vedrete... una lacrima scappa. Lui pennellatore di immagini, un Kandinsky dell’obbiettivo
- la barba di nonno Franco sempre presente anche quando non c’era perché un nonno ci vuole sempre. E soprattutto perché il dietro le quinte a volte è più pesante del sipario
- gli occhi curiosi di Sofia, alla sua testardaggine di voler a tutti i costi il mio arrivo nelle Marche, al suo pulsare asinaro, e che da oggi è ufficialmente diventata mia sorella
- alla pazienza di Monia che di tutto sto casino ne ha due pive così! e anche una zampogna
- a Emma perché 9 mesi sono un bel inizio per un cammino che speriamo la porti laddove i suoi occhi curiosi possano conoscere il mondo
- a Astrid perché essere la moglie di un fotografo vuol dire essere obiettivi eppoi perché ha fatto amicizia con Greta
- a Cesare autista, il nostro Ambrogio di fine tappa
- a Giorgio collega paziente e spesso galoppante per ordine del sottoscritto che non sempre ha le idee lucide
- ai vari Francesco, Pierluigi e tutti gli amici che ci sono venuti a salutare e a bere un bicchiere con noi
- ai Vincanto, a Marino Severini e a Ivano che hanno riempito le serate con la loro bravura artistica e hanno fatto di questo viaggio un incontro tra passi e ripassi tra suoni e momenti buoni
- agli asini che senza di loro tutto questo avrebbe un sapore diverso e che ci vorrebbe un altro scritto solo per descriverne la necessaria presenza e un particola memento a Annabella, al suo... guado!

Un grazie forte un abbraccio un bacio a:
ALLEGRA. Guance da Haidi di periferia, bambina dentro perché bambini è bello e soprattutto perché ce l’ha fatta e ha superato le prove che la vita spesso gli chiederà
SOPHIA. Sorriso delinquente, asina da sempre e lo si vede. cocciuta quel basta per sospirare e dire che esistono ancora i bambini di una volta
FEDERICA. Gli occhi più profondi del gruppo, in cerca di tanto e di tutto, a piccoli passi verso tante cose che saranno senza dubbio belle
IRENE. Tra sorrisi e lacrime la gioia di crescere e trasformarsi, la gioia di vedere che dal primo giorno all’ultimo i passi sono stati soprattutto dentro di lei
GIULIA. Principessa dolce dalle guance come le mele della Val di Non, bambina attira baci dalle trecce promettenti dal passo silente retaggio di un trentinesco andare avanti
ETTORE. Uomo un giorno, oggi bambino senza rivali ma che ha saputo nuotare a braccia tese nei meandri delle ragnatele femminili
ASIA. Che di passi ne ha fatti tanti: cantante, sapiente e chiacchierona. Un vulcano di idee e originalità
GIORGIA. Grande e bella, bella perché semplice e a quell’età è già tanto. Io che l’ho vista crescere e spero di vederla crescere sempre. E un giorno forse spero si ricorderà del suo primo cammino di tanti anni fa
TUTTI I BIMBI che ci hanno incrociato in questo viaggio, a chi ha percorso con noi qualche tratto per accompagnarci, per condividere un esperienza che passava vicino a casa loro (Celeste, Giada e Isa). I loro occhi soleggianti sono il più bel ringraziamento. Forse presto cammineranno con noi - ma anche ai bimbi che ci hanno ospitato nelle loro case nei loro cortili nei loro paesi; anche loro sono figli della strada dei cammini

Un raglio sincero, un abbraccio fortissimo a:

Il sorriso di Diana bello come quello di Gigi quando mette i denti all’aria
Il cespuglio di Francesca la ticinese che potrebbe essere rifugio di telecamere per riprendere gli animali durante il cammino senza essere visti.
La sapienza di Andrea e gli scambi culturali camminanti, una fonte preziosa che mi ha arricchito.
La semplicità di Samantha mamma doppia ma serena e dal sorriso gentile
La bella e straripante teatralità di Flavio, giullare ciondolante e ribelle con cui ho condiviso parole che neanche voi umani.....
Il sorriso emiliano di Silvana amica già da tempo e la tenacia e i denti stretti del ginocchio maledetto
La coriacea camminata di Anna, trentina non per niente. Passo tamugno, da valligiana sempre al fianco di Annabella
Il coraggio di Francesca la ligure e la pazienza di raccontare delle Jasmine e di tutte le principesse del mondo, e gli stratagemmi per fare andare avanti Allegra

E INFINE ALLA COMPAGNIA DEI CAMMINI, che ci ha permesso di fare tutto ciò.
La nostra casa madre, il nostro luogo di incontro... e a Maurizio il segretario che evidentemente vi ha convinti che venire a camminare con noi sarebbe stata una cosa bella

Io spero lo sia stata.
Ci siamo conosciuti non conoscendoci
Ci siamo conosciuti sulle vie dell’asino
Eravamo ognuno un punto distante dagli altri e le nostre strade andavano verso mete che non toccavano un azimut comune
Ora quel punto è un intreccio e prima o poi un intreccio si ingarbuglia
Saremo un futuro gomitolo.
Separare i fili diventerà difficile!
GRAZIE A TUTTI, UMANI E NON
GRAZIE A TUTTI, I DUE E I QUATTROZAMPE
a chi ha le orecchie corte e chi lunghe
a chi ha il passo breve chi lo ha deciso
a tutti voi che avete sopportato i miei eventuali sbagli (che sappiate bene li ho fatti nei momenti astemi.....)

a chi come tutti voi mi permette ancora una volta di dire....
"che bel mestiere che faccio"

infine infine infine...
permettetemelo
un grazie a Gastone il "mio" asino. compagno dei miei orizzonti


un raglio forte e sincero
Massimo Montanari

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