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Riflessioni

 

Il cammino ci fa invecchiare bene

Mi avvio ai sessantacinque anni, scadenza canonica dalla quale mi chiameranno anziano
Certo, oggi preferisco definirmi come appartenente all’età inedita
Intendendo che probabilmente la mia generazione ha davanti alcuni decenni di discreta salute
Per la prima volta nella storia una fetta rilevante della popolazione, i vecchi, sperimenterà il poter fare praticamente tutto
È allora importante sapere cosa può aiutarmi a rendere i prossimi anni un periodo felice
Superando i tanti luoghi comuni che parlano della vecchiaia solo come progressivo decadimento
Un periodo della vita tutto sommato penoso, oltretutto con l’attesa della morte
Il business consumistico ha già fiutato questa ricca fetta di mercato
Cullando in tutte le sfaccettature il mito dell’eterna giovinezza
Il primo passo è, allora, eludere il tranello che sia possibile sfuggire ai segni del tempo
Ogni età è ricca e soddisfacente se ne accettiamo le caratteristiche peculiari
E la terza parte della nostra esistenza ha compiti precisi che, se svolti, ci daranno inaspettate gioie
È l’età giusta per realizzare liberamente e pienamente il nostro vero carattere
Veniamo dall’essere stati adulti e maturi, e la maggioranza di noi ha fatto prevalere il senso di responsabilità, col dovere sempre al primo posto
Ciò che più ci incuriosisce e più ci piace dovrebbe essere la nostra unica bussola
Completare la nostra personalità, coltivando tutti quei lati in ombra che abbiamo accantonato per altre priorità
Dicendo che il vecchio saggio torna bambino si intende che occorre dar spazio a tutta la nostra creatività
Ed è entusiasmante reinventarsi l’arte del gioco e della leggerezza, con sguardo ironico all’ignoto destino
Lasciando andare le pesantezze ormai superflue e lasciandoci andare ad atteggiamenti più autentici e spontanei
L’età inedita va vissuta come un’avventura in cui nulla è scontato
Dobbiamo immaginarci come il buon vino che invecchiando guadagna in qualità
Senza dimenticarci che ognuno di noi è diverso dall’altro
E la libertà sarà capire se abbiamo bisogno di estroversione o introversione, di aperture agli altri o chiusure alla scoperta di noi stessi
È anche l’età della spiritualità, per chi ne sente il richiamo e ne ha attitudini
È l’età delle domande importanti, e le esperienze fatte ci daranno la capacità di fornire risposte mai prima intuite
E quanto ci farà sentire gratificati e utili tramandare il nostro sapere ai bambini e ai giovani che ci circondano

Il cammino ci fa invecchiare bene

Al di là di un giusto approccio psicologico, filosofico e sociologico alle potenzialità dei nostri ultimi anni
Ci sono alcune cose pratiche che ci porteranno beneficio
Una di queste è facile e alla portata di tutti: il camminare
Mens sana in corpore sano, così recitavano gli antichi
Non cadiamo nell’attrattiva dell’impigrirci sulle tecnologie virtuali portate all’esasperazione
Uscire di casa tutti i giorni e camminare, da soli e ancor meglio in compagnia, è la ricetta chiave
Il cammino non dà solo elasticità e tonicità a muscoli e articolazioni
Il cammino è soprattutto l’opportunità, simbolica e reale, di sentirci ancora protagonisti sulle strade del mondo
Il cammino è quella droga miracolosa che ci fa sentire vivi
Alternativa all’imbottirci di tanti farmaci, unico rimedio che ci propone chi ha interesse di venderci illusioni, mirando solo ai nostri denari
Gli acciacchi ci sono, naturalmente, ma a che serve farne la nostra sterile lamentela quotidiana?
Meglio allenarci con costanza, un passo dopo l’altro, sapendo che è il movimento del corpo e delle idee il segreto di una buona longevità
Continuando a stare sulle nostre gambe
Il nemico è assuefarsi a noia e depressione, ma non c’è motivo di rinunciare all’amore del nuovo e del diverso e ai sogni nel cassetto
Camminando, con l’orgoglio di assecondare la vita fino all’ultimo istante
Senza rimpianti, senza rimpianti, senza rimpianti
Con la consapevolezza che la morte non è altro che l’inizio di un nuovo cammino

Guido   Ulula alla Luna

“Se è alla finestra e trepida in attesa di incontrare il suo amore, quel vecchio è un giovane.”
“Questo bisogna fare con la donna della propria vita, bisogna farla camminare, tenerla viva, alimentare la speranza che ci sia un posto in questo mondo nel quale la vecchiaia come lei l’ha sempre immaginata non esiste. E farle sentire che è lì che state andando, mano nella mano.”
Da La banda degli invisibili di Fabio Bartolomei e/o edizioni
Romanzo “cult” per chi fa suo l’intento di età inedita.

Per chi vuole aprirsi a un confronto collettivo sull’età inedita, il riferimento ineludibile resta il “grande saggio” James Hillman col suo libro La forza del carattere, ed. Adelphi.
Nelle sue riflessioni si ribaltano alle radici i luoghi comuni dell’invecchiare, per ritrovarne una visione assieme classica e coerente al senso profondo dell’esistenza.

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