Il giorno che smetti di essere un turista

Arriva un giorno in cui smetti di essere un turista. Non lo puoi segnare sul calendario, ma sai che c’è stato un giorno in cui hai smesso di essere un turista e sei diventato qualcos’altro. Prima prendevi treni, aerei, pullman, facevi l’autostop, visitavi musei, leggevi le guide delle città, andavi a caccia di monumenti. Poi, in quel fatidico giorno che non puoi segnare sul calendario, è accaduto che hai perso interesse verso i cartoncini esplicativi in svariate lingue posti sotto i quadri che avevi studiato a scuola, le ore in fila per entrare in quella basilica, in quegli scavi romani, in quel castello in cui, si dice, il principe e la principessa e i conti e poi le battaglie e poi eccetera eccetera. Te ne sei accorto in libreria, perché saltavi a piè pari interi scaffali. Te ne sei accorto perché mentre la guida spiegava, mentre illustrava la straordinarietà di quella facciata romanica, tu guardavi il cielo, o forse guardavi la signora con le sporte della spesa, o guardavi un punto indistinto, dietro il paesaggio. Il tuo sguardo ti portava in un altrove che stava dietro, sì, dietro… […]

(la lettura continua qui)

"
Luigi Nacci
2 marzo 2015