L’India a piedi, polvere ma non solo

Un camminatore mi ha consigliato di leggere questo libro, che racconta la traversata dell’India a piedi, 1800 km. Antonio di Vico è un graphic designer, fotografo, ben inserito nel sistema, ma poi gli salta tutto, si licenzia dal lavoro, gli muore la cara mamma, finisce il suo rapporto di coppia. Aveva il sogno dell’India a piedi, e a differenza di tanti altri, decide di realizzare il suo sogno.

Luca Gianotti
15 Ottobre 2026

L’inizio della mia lettura è terribile: scopro subito che l’autore ha camminato sempre su strade (e anche autostrade), seguendo Googlemaps, che aveva la musica nelle orecchie, e che soffriva tanto queste lunghe camminate di 30-40 km al giorno, a causa dei camion e dei bus che gli sfrecciavano accanto rischiando di travolgerlo e intossicandolo con i gas di scarico, e poi i rifiuti puzzolenti a bordo strada, la miseria terribile di chi vive ai margini, per non parlare della sua paura degli attacchi delle scimmie o dei cani selvatici, e l’aver rischiato rapine e violenze, i piedi martoriati, e tanto altro. La domanda spontanea è: perché lo fa?
Ma la lettura continua, e dopo qualche pagina emerge il senso di questo viaggio, questo pellegrinaggio interiore. Nella prima parte la sofferenza prevale, ma è prodromo della seconda parte.
“Il mondo è un posto meraviglioso anche quando fa schifo” scrive l’autore al giovane nipote dopo 14 giorni, la prima lettera mandata a casa.
Dopo qualche giorno scrive “Dove la sopravvivenza è dura e la vita è una lotta, il seme della gentilezza fiorisce con maggior splendore”.
E qui sta il senso del libro. Tutta questa fatica, questa sofferenza, questo sudare, queste vesciche servono a comprendere, anche solo per momenti, il senso della vita. Antonio se ne rende conto, e anche i lettori attenti. Che possono, attraverso il percorso di sofferenza e rinascita di Antonio, vivere anche loro questa piccola illuminazione.
Il senso del cammino diventa evidente negli incontri con le persone speciali di cui l’India è costellata, agli angoli delle strade: baba che chiedono l’elemosina, ma parlando ti lasciano spunti profondi di consapevolezza; ma anche persone normali che grazie alla loro capacità di essere ospitali, mostrano il lato buono del mondo.
Le ultime tappe Antonio cammina in trance, ascoltando il mantra del suo bastone che fa toc toc sull’asfalto. Non sa perché va, ma continua. Perché riesce attraverso questo cammino a vedere dentro se stesso.
Non consiglio questo libro a chi cerca il racconto di un cammino in cui ci siano bei paesaggi, natura, sentieri, idee per ispirarsi a un proprio cammino.
Consiglio invece questo libro a chi sta cercando risposte alle sue domande esistenziali. (LG)

Antonio di Vico – “Tutta la polvere dell’India”, Ediciclo editore 2025, – 19 euro