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Viaggiare

Mongolia: progetto di solidarietà

Primo obiettivo del progetto di solidarietà

Acquisto materiale scolastico per 30 bambini: circa 550 euro

Contesto del progetto

Si potrebbe pensare che siano gli stati di necessità a imporre ai mongoli una vita nomade, ma non è così, visto che un mongolo può vivere a lungo in città restando nel cuore sempre un nomade. Essere nomade è per queste genti una sorta di viaggio che dura per tutta la vita e orbita intorno a due elementi essenziali: la Gher, la loro tenda, e il bestiame. La Gher è l’abitazione principale per le popolazioni nomadi e permette loro di spostarsi in base alle stagioni o la necessità di pascoli per il bestiame, principale ricchezza in quanto fornisce carne (maggior sostegno nutrizionale), latte, combustibile (lo sterco sostituisce il pochissimo legname) e mezzo di trasporto (il cavallo e il cammello).
Elementi come il clima e le altre forze della natura risultano quindi determinanti per la sopravvivenza del popolo nomade, tanto è vero che il grande rispetto, ereditato dallo sciamanesimo, che questi popoli hanno per la terra e per la natura è riscontrabile nel fatto che arrecare danni a queste sia considerato sacrilegio.

Nella vita di una famiglia nomade ognuno ha il suo ruolo: le donne sono responsabili dell’organizzazione delle attività domestiche, come la vendita delle pecore, il baratto di riso e farina, gestire i soldi della famiglia. Gli uomini sono invece impegnati a prendersi cura del bestiame, di tutte le riparazioni e di raggiungere i mercati. E i bambini? Anche loro, a seconda che siano di sesso femminile o maschile, affiancano le attività familiari, soprattutto durante l’estate, quando le famiglie si spostano per la transumanza. Con l’avanzare delle stagioni fredde il bestiame viene portato in strutture di legno e fango dove passerà l’inverno e i bambini saranno pronti per cominciare ad andare a scuola, solitamente posta al villaggio più vicino ma che spesso dista ore di cammino, cosa questa che durante i gelidi inverni (le temperature possono scendere fino a -40 °C) non permette ai bambini di spostarsi.

Il governo mongolo sostiene fortemente la scolarizzazione, fornendo gratuitamente ai bimbi, provenienti dalle valli circostanti la scuola, strutture dormitorio dove passare l’inverno (nella foto si vede la scuola del villaggio di Tarialan, in giallo, e le strutture dormitorio sulla destra) oltre alla necessaria assistenza da parte di personale formato.
Non tutti i bimbi sono uguali però; alcune famiglie nomadi sono molto più povere di altre e non sono in grado di occuparsi dell’acquisto del grembiule, della cartella e del materiale che necessita il bambino per la didattica, andandosi a creare così differenze sociali.

Il nostro progetto di solidarietà

Da qui l’idea di un progetto di solidarietà che mira a finanziare piccoli interventi, di immediata attuazione, durante i nostri cammini in questa terra.
Nel caso dei nostri prossimi viaggi si tratterà di acquistare tutto il materiale scolastico che i bambini delle famiglie meno abbienti necessitano per essere come tutti gli altri; nello specifico la somma che raggiungeremo servirà a sostenere trenta di questi bambini.

Attraverso il contributo di solidarietà la Compagnia dei Cammini e le sue guide intendono avviare un modo di viaggiare che, oltre a essere responsabile come sempre si richiede, sia solidalmente attivo nel tessuto umano e ambientale dei luoghi in cui si viaggia.

Obiettivi futuri

Durante i nostri viaggi sarà sempre premura da parte nostra occuparci delle esigenze e dei bisogni dei bambini nomadi che vivono nella valle, oggi per la scuola e domani, speriamo, per il reparto pediatrico del piccolissimo ospedale del villaggio di Tarialan.

Schede viaggio